«Le offerte delle messe non sono tasse». La svolta del Papa per le parrocchie

lunedì 20 luglio 14:03 - di Carlo Marini

Arriva la svolta per le parrocchie italiane. L’offerta per le messe “deve essere un atto libero da parte dell’offerente, lasciato alla sua coscienza e al suo senso di responsabilità ecclesiale. Non è un prezzo da pagare o una tassa da esigere, come se si trattasse di una sorta di imposta sui sacramenti”. A ribadirlo è l’Istruzione “La conversione pastorale della comunità parrocchiale al servizio della missione evangelizzatrice della Chiesa”, a cura della Congregazione per il Clero, diffusa oggi. Tra le indicazioni pratiche del documento, figurano infatti l’attenzione preferenziale verso i poveri e l’esigenza di non “mercanteggiare” la vita sacramentale, dando l’impressione “che la celebrazione dei sacramenti – soprattutto la Santissima Eucaristia – e le altre azioni ministeriali possano essere soggette a tariffari”.

Il nuovo documento riservato alle parrocchie

Più in generale, il nuovo documento della Congregazione per il Clero, chiede una svolta alle parrocchie. “Sollecitato da non pochi Vescovi, – spiega il segretario della Congregazione mons. Andrea Ripa – questo Dicastero ha avvertito la necessità di elaborare uno strumento per sostenere e accompagnare i diversi progetti di riforma delle comunità parrocchiali”. Oltre “alle ristrutturazioni diocesane, già in atto o in via di programmazione. Non si tratta di “ingabbiarli” nella fredda schematicità di modelli precostituiti e identici per tutti, bensì di mantenerli all’interno dell’ampio alveo ecclesiale, per accompagnare un ‘andare insieme’- Pastori e Popolo di Dio – senza cercare di comprimerne il cuore e lo Spirito entro piani pensati solo a tavolino”.

“Nella Chiesa c’è posto per tutti”

“Si potrebbe dire – spiega ancora monsignore Andrea Ripa – che il senso del documento è ricordare che nella Chiesa c’è posto per tutti e tutti possono trovare il loro posto nel l’unica famiglia di Dio, nel rispetto della vocazione di ciascuno, cercando di valorizzare ogni carisma e di preservare la Chiesa da alcune possibili derive, come “clericalizzare” i laici o “laicizzare” i chierici, o ancora fare dei diaconi permanenti dei “mezzi preti” o dei “super laici'”. Il documento, annota, “non contiene novità legislative. Ma propone modalità per meglio applicare la legge vigente. Fa inoltre tesoro dell’esperienza della Congregazione per il Clero nel suo servizio alle Chiese particolari. Ma anche nell’ascolto delle loro necessità e nell’accoglimento delle loro ricchezze.

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