Covid, si teme l’ondata bis. «Ci risiamo col virus»: è virale l’allarme social lanciato da un infermiere

sabato 11 Luglio 16:29 - di Ginevra Sorrentino
Covid, si tema nuova ondata foto Ansa

Covid, in piena Fase 3 si teme l’ondata bis. «Ci risiamo col virus»: un infermiere di Cremona lancia l’allarme social, che diventa subito virale. Così, monta la paura di una graduale recrudescenza del virus. Una preoccupazione che il post dell’infermiere di Cremona in trincea in qualche modo rilancia. Tanto che nel post leggiamo: «In reparto abbiamo ricominciato a ricoverare pazienti Covid con gravi insufficienze respiratorie»…

Covid, si teme l’ondata bis: un infermiere di Cremona lancia l’allarme

Ma davvero si ritorna ai blocchi di partenza? Il rischio paventato dagli allarmi e dalle preoccupazioni delle ultime ore, quanto è reale? Difficile rispondere con nettezza. Ma, sulla situazione, ad esprimersi è ancora una volta il sanitario cremonese che, nello spazio dello stesso post citato in apertura, aggiunge: «Per ora la cosa è limitata. Non come a febbraio o marzo o l’inizio di aprile. Ma il coronavirus non si è dimenticato di fare il suo lavoro, e da bravo virus fa quello che deve: infetta nuovi ospiti per sopravvivere. Niente di più e niente di meno. Noi esseri umani, invece, dall’alto della nostra intelligenza ed evoluzione tecnologica e scientifica, facciamo finta che non esista».

Monta la paura: il post su Facebook dell’infermiere diventa virale

Parole che assumono i contorni dell’amaro sfogo, quelle dell’infermiere dell’ospedale di Cremona, una delle province che nei giorni clou dell’emergenza Covid-19 è stata fra le più colpite. Il suo post. Il selfie pubblicato che lo ritrae bardato e con mascherina. L’alarezza che trasuda ad ogni singolo termine, toccano un nervo scoperto. Il ricordo dei giorni drammatici di marzo-aprile è ancora vivo nei cremonesi. E il post di Luca Alini, questo il nome dell’autore, diventa virale. Piovono i commenti.

L’azienda sanitaria costretta a intervenire

Tanto da spingere l’Asst a precisare, contattata dall’Adnkronos Salute, che «non sono i casi gravi di marzo. Ci sono stati dei ricoveri in questi giorni in reparti ordinari. Ricoveri in parte legati a focolai già noti, come peraltro già spiegato pubblicamente nei giorni scorsi». Ma, tiene a ribadire l’ospedale, la terapia intensiva «resta Covid-free»: agognato traguardo raggiunto «ormai 5-6 settimane fa». Il post dell’infermiere è datato 9 luglio e si riferisce al giorno prima. Quale sia oggi la situazione a Cremona lo spiega più approfonditamente il direttore sanitario della struttura, Rosario Canino: «La premessa d’obbligo è che siamo lontani anni luce dalla crisi di marzo-aprile».

«Una situazione “attenzionata” ma tranquilla»

«Possiamo definirla una situazione abbastanza tranquilla, attenzionata ma tranquilla. Da venerdì scorso abbiamo avuto dei ricoveri, in tutto parliamo di 10 pazienti, 8 in Malattie infettive e due in Pneumologia. Di questi ultimi solo uno è in ventilazione non invasiva col casco. Le condizioni di tutti sono stabili e non c’è preoccupazione, né si deve fare allarmismo». Canino ribadisce anche che «occorre sempre molta attenzione, perché in zona si sono rilevati focolai. Due dei pazienti che sono stati ricoverati in questi giorni sono riconducibili a due focolai identificati (Viadana e l’azienda di ovoprodotti Parmovo). Ma non sono arrivati tutti in un colpo solo».

Mai abbassare la guardia sulle misure di contenimento dell’infezione

Certo, ricorda Canino, «in quei giorni ci preparavamo a festeggiare l’uscita dall’ospedale degli ultimi due pazienti Covid, che sono stati poi effettivamente dimessi insieme anche a un altro paziente che era fra i nuovi ingressi. Questo traguardo è slittato. Ma speriamo di poterci riavvicinare al più presto». I pazienti «che abbiamo in questo momento – tiene a ribadire il direttore sanitario – hanno un quadro di polmonite, ma non insufficienza respiratoria. Tranne il paziente sotto ventilazione non invasiva. L’invito alle persone è a non abbassare la guardia sulle misure di contenimento dell’infezione: distanziamento fisico, mascherina e lavaggio delle mani. Senza seminare il panico, è importante continuare sulla strada dell’attenzione».

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