Covid, Putin sorpassa tutti: «Siamo pronti ad approvare il vaccino tra meno di due settimane»

mercoledì 29 luglio 9:13 - di Gianluca Corrente
vaccino

Vladimir Putin pronto a sorpassare tutti nella lotta al coronavirus. La Russia, infatti, sostiene di essere pronta in meno di due settimane ad approvare il primo vaccino per il Covid-19. Lo riporta la Cnn, citando le dichiarazioni di funzionari russi. Sostengono di lavorare alla data del 10 agosto, o anche prima, per l’approvazione del vaccino, sviluppato dall’Istituto Gamaleya di Mosca.

Vaccino, la Russia convinta: «Ci arriveremo per primi»

«È un momento Sputnik», sostiene Kirill Dmitriev, a capo del fondo sovrano russo che finanzia le ricerche per il vaccino. Si riferisce al lancio del primo satellite al mondo nel 1957 da parte dell’allora Unione Sovietica. «Gli americani rimasero sorpresi quando sentirono i bip dello Sputnik. È lo stesso col vaccino. La Russia ci arriverà per prima».

Si attendono i dati scientifici

La Russia, sottolinea la Cnn, non ha però diffuso alcun dato scientifico sui test effettuati per il vaccino ed è impossibile al momento verificare in maniera indipendente la sicurezza o l’efficacia del farmaco.

Cina, «mi è stato iniettato un vaccino»

Intanto arrivano notizie anche dalla Cina. Gao Fu, il capo del Centro cinese per il controllo e la prevenzione delle malattie afferma che gli è stato iniettato un vaccino sperimentale per coronavirus. E che si è sottoposto a tale procedura nel tentativo di convincere il pubblico a seguire il suo esempio una volta che verrà approvato. «Ora vi rivelo una cosa: mi è stato iniettato uno dei vaccini», ha detto Gao in un webinar. «Spero che funzionerà».

Gao mantiene il riserbo

Gao non ha detto quando o come gli è stato dato il vaccino. Dunque non è chiaro se gli fosse stato iniettato come parte di un processo approvato dal governo. Lui stesso non avrebbe risposto alle richieste di commentare questo aspetto. Secondo Usa Today, Gao ha rifiutato di dire anche a quale dei vaccini si è sottoposto, dicendo che non voleva fare «pubblicità» a nessuna particolare azienda.

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