Adinolfi contestato dagli estremisti di sinistra che gli lanciano preservativi: «Colpa di Cgil, Pd e Arcigay»

lunedì 13 luglio 9:01 - di Gianluca Corrente
Adinolfi

«Chiaro a tutti, e lo dimostrano anche i video, che all’inaugurazione del tour di presentazione del mio libro, ho subito una contestazione. Un “picchettaggio fascista” organizzato da Cgil, Pd, Arcigay e Potere al Popolo. Tutto per non farmi presentare Il grido dei penultimi». Così racconta all’Adnkronos Mario Adinolfi, presidente del Popolo della Famiglia, quanto accaduto a Pomigliano d’Arco. Atteso davanti alla sala della “Distilleria”, messa a disposizione dal Comune, alcuni manifestanti hanno esposto degli striscioni e lanciato preservativi. Adinolfi, al suo arrivo, si è fatto largo tra i manifestanti che hanno intonato slogan contro di lui, insultandolo.

Adinolfi: «Colpevoli la Cgil, il Pd e l’Arcigay»

«La Cgil nei giorni precedenti alla presentazione aveva diramato una nota in cui si contestava il mio diritto di presentare il libro. Conseguenza di questa nota è stata questa mobilitazione attivata oltre che dalla Cgil anche dal Pd e da Arcigay», racconta ancora Adinolfi.

L’intervento delle forze dell’ordine

«Un clima di tensione che ha portato all’intervento delle forze dell’ordine, che ringrazio. Carabinieri, Municipale che hanno consigliato di entrare dal retro. I miei collaboratori che dovevano partecipare alla presentazione sono infatti entrati nella sala da un ingresso secondario», aggiunge Adinolfi. «Ma io ho deciso di entrare dall’ingresso principale e di passare in mezzo ai manifestanti. Sono stato ricoperto di insulti, parolacce e anche lancio di oggetti, in particolare qualche centinaio di preservativi».

Adinolfi ai contestatori: «Siete 50 contro uno»

«Ritengo questo un gesto di palese intolleranza e di violenza. Siete 50 contro uno, ho detto ai manifestanti. Poi sono entrato e la presentazione si è svolta con successo. Anche il sindaco, Lello Russo, coraggioso per aver concesso il patrocinio morale, è intervenuto. E voglio sottolineare che è in profondo contrasto con quanto scritto nel mio libro. Ma si è comportato da sindaco concedendo uno spazio. Ha fatto sentire il suo dissenso e lo ha motivano puntualmente tanto da dimostrare di aver letto il libro. Invece sono certo che coloro che mi hanno contestato non hanno letto neanche una pagina del libro».

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