50mila ristoratori in rivolta contro la Castelli: «Non ti scusiamo, la politica non è uno show»

lunedì 20 luglio 8:15 - di Paolo Sturaro
ristoratori

Lettera aperta di 50.000 ristoratori italiani al viceministro all’Economia, Laura Castelli. «Se si sbagliano i tempi e i modi si fa danno. Per noi il commento del viceministro al servizio mandato in onda dal Tg2 è “bocciato”. Non siamo più disposti a scusare, a capire o giustificare. Siamo diventati intolleranti a questi scivoloni televisivi che mettono alla gogna mediatica un intero comparto».

I ristoratori: «Saremmo noi i pigri e gli incapaci?»

«Ci hanno dato dei pigri, dei rivoluzionari, multati e adesso anche degli incapaci. Tutti questi appellativi non appartengono alla nostra categoria che rappresenta un importante colonna economica italiana (13% del Pil). I ristoratori non hanno mai chiesto clienti al governo, hanno chiesto sostenibilità per le riaperture. Molte attività, hanno riaperto con la consapevolezza di ricominciare in una situazione emergenziale, dove gli incassi non coprono i costi».

«Lo Stato ha lasciato tutti nell’incertezza»

«Abbiamo scelto di voler continuare a regalare una serranda alzata in città», continuano i ristoratori. «E di voler essere vicini ai nostri collaboratori, per sopperire a uno Stato che ha lasciato nell’incertezza centinaia di migliaia di lavoratori del settore. Nonostante tutto troviamo la positività e la dignità di non mollare».

Le promesse non mantenute

«Ci siamo solo ritrovati con un pacchetto di promesse su promesse ancora non mantenute. A tutto ciò si aggiunge l’incapacità della comunicazione politica. Mai ci saremmo aspettati una dichiarazione del viceministro Castelli totalmente fuori focus».

L’ultimo affondo dei ristoratori contro la Castelli

«Ci volete vedere mangiare tutti davanti al Pc in smartworkig? Così siete liberi di ingabbiarci a casa e negli uffici. E lasciare le città in balia del degrado e delle attività clandestine», incalzano i 50mila ristoratori. «Senza lavoratori, senza studenti, senza turisti migliaia di alberghi, musei e pubblici esercizi a breve abbasseranno le proprie serrande per non rialzarle più. La politica non è show ma ha la  responsabilità di dire cose giuste, nel modo giusto e con le parole giuste».

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