Sgominata banda di sinti: in 5 durante il lockdown rapinavano supermercati svaligiando la cassaforte

sabato 13 giugno 12:31 - di Lorenza Mariani
Banda di sinti fermati per rapine e furti nei supermercati foto Ansa

Dalle prime luci dell’alba, i Carabinieri del Comando Provinciale di Roma stanno dando esecuzione a un’ordinanza. Emessa dal Gip del Tribunale di Velletri, su richiesta della locale Procura della Repubblica. E che dispone la custodia cautelare in carcere per 5 persone: una banda di sinti che rapinava i supermercati anche durante il lockdown. Il capo d’imputazione accusa il gruppo criminale di aver formato una associazione per delinquere finalizzata alla commissione di furti. Presi di mira: esercizi commerciali legati alla grande distribuzione. Luoghi presi di mira, in cui i criminali svaligiavano le casseforti. Anche durante il lockdown, appunto, nonostante il divieto di movimento nel contesto delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Sars-CoV-2. In quel periodo, dunque, la banda è riuscita a mettere a segno 6 furti in pochi giorni in tutta la provincia di Roma.

Sgominata banda di sinti: rapinavano supermercati anche durante il lockdown

Le indagini dei Carabinieri del Nucleo Investigativo di Frascati sono ancora in pieno svolgimento perché non si esclude che i 5 indagati, tutti di etnia Sinti, con vari precedenti, di età tra i 25 anni e i 45 anni, possano avere messo a segno altri colpi. Il loro obiettivo era quasi sempre la cassaforte dei supermercatima quando potevano portavano via anche prodotti esposti sugli scaffali. Il gruppo criminale, che aveva la propria base operativa nella località di Tor San Lorenzo nel comune di Ardea, si riuniva abitualmente a casa di colui il quale le indagini hanno mostrato come il capo.

I colpi hanno fruttato un bottino di 30.000 euro solo durante il lockdown

I 5 della banda di sinti progettavano i colpi nell’appartamento, poi facevano le rapine in tutta la provincia di Roma. Le incursioni criminali durante il lockdown hanno fruttato alla banda un bottino totale di 30.000 euro. Il Gip del Tribunale di Velletri ha evidenziato, nel testo dell’ordinanza di custodia cautelare, proprio il fatto che i 5 malviventi non hanno limitato la propria attività criminale neanche durante il recente periodo di emergenza sanitaria.

Un gruppo criminale organizzato composto da 5 persone

«Particolare non secondario è costituito dal fatto che le condotte sono perdurate nonostante le limitazioni agli spostamenti imposte dal Governo italiano per limitare il fenomeno epidemiologico da Covid-19. Infatti i soggetti, per il perseguimento del fine previsto dall’organizzazione, hanno ignorato tali divieti, continuando a muoversi liberamente all’interno dell’intera provincia romana. E favorendo potenzialmente, con la loro condotta, la diffusione della pandemia. Tale ultimo dato rileva la assoluta insensibilità degli indagati a qualsiasi precetto normativo».

Uno schema d’azione ben preciso

Le indagini dei Carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Frascati hanno consentito di ricostruire che lo schema d’azione era sempre lo stesso: una volta entrati all’interno dell’esercizio commerciale prescelto, secondo uno modus operandi consolidato, i componenti della banda si spartivano i compiti. Uno era addetto a disattivare i congegni di allarme e di video sorveglianza, un altro si preoccupava tramite una radiolina ricetrasmittente di fare da tramite con i pali posizionati all’esterno, mentre un terzo soggetto si occupava di aprire le casseforti, praticando un foro da cui estrarre i soldi.

Anche l’abbigliamento indossato durante le rapine…

Non solo. L’abbigliamento usato durante i colpi rappresentava un elemento caratteristico del sodalizio criminale. Eppure, nonostante fossero tutti travisati, le telecamere li hanno inchiodati. Le immagini del circuito interno di sorveglianza dei supermercati hanno infatti smascherato i 5, che gli inquirenti hanno identificato grazie all’analisi dei video. L’esame delle immagini passate al setaccio ha rilevato che gli arrestati indossavano sempre le stesse combinazioni di vestiti. In particolare l'”uniforme” da lavoro del leader del gruppo prevedeva un giubbetto di una nota marca di abbigliamento.

L’arresto: perquisita la casa di lusso del capo della banda

Riscontro che ha permesso l’identificazione in più circostanze. Nel corso della perquisizione domiciliare effettuata dai Carabinieri durante l’esecuzione delle misure coercitive, all’interno dell’abitazione in cui risiedeva il capo banda, sono stati trovati arredi di lusso, anch’essi provento di furto. Oggetti che sono stati restituiti ai legittimi proprietari. Il mobilio sequestrato annovera tra le varie cose un televisore 80 pollici, una cucina moderna con isola per cucinare, un divano di grandi dimensioni reclinabile e sedie di design».

Commenti

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  • Sergio 14 giugno 2020

    La Boldrini troverà sicuramente qualche parola di conforto verso questi “poveri Sinti” che magari percepivano anche il R. di C.. Il “regno della sinistra e le sue risorse”, Clandestini, Zingari e fancazzisti vari sempre pronti a riempire le piazze e gradare contro il “fascismo” che le lacera il cervello, sempre che ne abbiano uno. Di riforme non se ne parla, solo tasse e tagli ma il “cappio” si stà stringendo e se l’economia non riparte voglio cedere come “sfameranno tutti i parassiti”. Le riforme di Renzi, per quello che valevano, le hanno affossate ora sono pronti a prostarsi alle richieste imposte dell’Europa perchè è l’unico modo per restare a cavallo qualche mese ma saranno dolori per gli Italiani chiamati a saldare i conti.

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