Nessun colpevole per il “volo” di Martina Rossi. I genitori: “Ingiustizia è fatta”

mercoledì 10 giugno 11:06 - di Robert Perdicchi

L’ira dei genitori di Martina Rossi sulla sentenza della Corte d’Appello di Firenze, presieduta dal giudice Angela Annese, che ribaltando il primo grado del Tribunale di Arezzo, ha assolto, “perché il fatto non sussiste”, Alessandro Albertoni e Luca Vanneschi. Si tratta dei due 29enni di Castiglion Fibocchi (Arezzo) imputati per la morte di Martina Rossi, la 20enne genovese precipitata dal terrazzo di una camera di albergo a Palma di Maiorca, in Spagna, il 3 agosto 2011. “E’ la fine di un incubo durato nove anni” ha detto Luca Vanneschi.

In primo grado, il 14 dicembre 2018, Albertoni e Vanneschi erano stati condannati dal Tribunale aretino a 6 anni di reclusione per tentata violenza sessuale e per aver causato la morte della giovane in conseguenza di un altro delitto: quest’ultimo reato si è poi estinto per intervenuta prescrizione.

I genitori di Martina Rossi infuriati

“Questi giudici si sono divertiti a cancellare tutto quanto eravamo riusciti a fare finora. Hanno detto che Martina si è buttata da sola da una finestra dopo una delle più belle serate delle sua vita. Hanno detto che quei due, quelle rumente (spazzatura in genovese, ndr) che hanno mentito fino all’ultima udienza, non c’entrano niente. È sconvolgente, è la fine del mondo. Ma io e Franca siamo forti, denunceremo ovunque questa enorme ingiustizia”. Bruno Rossi e Franca Murialdo, marito e moglie, commentano così a Repubblica l’assoluzione in appello dei due imputati nel processo per la morte della loro figlia, caduta, secondo le accuse, per fuggire allo stupro.

“Io non ho nemmeno fame, la mia cena sarà una bottiglia d’acqua, Franca non vuole più uscire”. Mano nella mano hanno ascoltato la giudice della Corte d’Appello di Firenze Angela Annese ribaltare la sentenza che ad Arezzo, in primo grado, aveva condannato a sei anni Luca Vanneschi e Alessandro Albertoni per la tragedia del 3 agosto 2011 in un hotel di Palma di Maiorca.

I due “amici” della ragazza e quel “volo”

Si tratta di due coetanei conosciuti dalla ragazza e dalle amiche in vacanza, a Palma di Maiorca. Per il tribunale di primo grado i due ragazzi di Castiglion Fibocchi avevano provato a violentare l’allora 20enne studentessa genovese, che nel tentativo di fuga era precipitata dal sesto piano. Per la Corte d’Appello, invece, “il fatto non sussiste”. I due vanno assolti. “Perché Martina per noi continua a essere una vittima di omicidio. Lo è stata quel giorno a Maiorca, lo è stata quando la polizia spagnola disse che era un suicidio. E pure quando è scattata la prescrizione per una delle due accuse nei confronti di quelli là, dopo la condanna di primo grado – aggiunge il padre – Ora ci è passato sopra un carro armato. E useranno qualche parolone giuridico per dire che quei due sono innocenti. Ma noi non ci arrendiamo”.

Commenti

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  • lamberto lari 10 giugno 2020

    I giudici in un modo o nell’altro non si smentiscono mai….dicono sempre gli uni il contrario degli altri, resta però una certezza che o gli uni o gli altri stanno dicendo una CAZZATA PAZZESCA e noi poveri scemi dobbiamo avere fiducia di questi beoti??? E qui viene il bello…indovina indovinello…chi sono i coglionazzi???

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