Morti sospette nella Rsa: fermato infermiere accusato di 8 omicidi e 4 tentati omicidi

lunedì 15 giugno 15:44 - di Redazione
infermiere

Un infermiere 57enne è stato arrestato ad Ascoli Piceno perché sospettato di 8 omicidi e 4 tentati omicidi di altrettanti anziani ricoverati in una Rsa. Le accuse a suo carico sono di omicidio aggravato, continuato e di tentato omicidio aggravato, continuato e lesioni gravi.

Torna l’incubo dell’infermiere killer

Il 57enne, già in servizio presso la Rsa di Offida, è accusato di aver aver volontariamente causato, a partire dal gennaio 2017 al febbraio 2019, “il decesso di otto pazienti di quella struttura, tentando di causarne altri quattro, somministrando illecitamente farmaci in dosaggi tossici o letali e comunque incompatibili con le terapie prescritte”. L’indagine, invece, ha avuto inizio nel settembre 2018. L’ha fatta scattare una segnalazione dei carabinieri di Offida alla procura di Ascoli Piceno, nella quale si riferivano di informazioni raccolte su decessi sospetti nella struttura sanitaria che ospita anziani non autosufficienti e con necessità di assistenza di tipo sanitario. I primi riscontri sono emersi dalle analisi del sangue di alcuni pazienti deceduti con concentrazioni di promazina a livelli tossici e incompatibili con le terapie.

Dagli esami scientifici “gravi indizi”

All’inizio del 2019, inoltre, dall’autopsia di due salme, di cui una riesumata, è emerso che i pazienti erano morti uno per una somministrazione di promazina in dosi letali e l’altro per insulina benché non fosse diabetico. L’indagine si è sviluppata, oltre che con attività tecniche, con l’analisi di decine di cartelle cliniche. Inoltre, i carabinieri hanno acquisito le testimonianze di un molte persone informate sui fatti, tra le quali medici, infermieri e operatori socio sanitari. Sono emersi, fanno sapere i carabinieri di Ascoli Piceno, “gravi e concordanti indizi di responsabilità sul conto di W. L. I carabinieri hanno svolto le indagini con il supporto dell’Unità Operativa di Medicina Legale di Ascoli Piceno. L’indagato, a seguito dei primi atti d’indagine, da mesi aveva ricevuto il trasferimento ad altro incarico non a contatto diretto con i pazienti.

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