“Metodo Palamara” contro CasaPound: la Procura spiana la strada allo sgombero

giovedì 4 giugno 11:54 - di Valeria Gelsi
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Un attacco politico che passa per la Procura. Stavolta ne è vittima CasaPound. A breve, secondo quanto trapelato, potrebbe ricevere la notifica del sequestro preventivo dello stabile occupato di via Napoleone III, nel quale vivono una ventina di famiglie in emergenza abitativa. Si chiariscono dunque i contorni della notizia, uscita ieri sera, di un incontro della Digos con i dirigenti del movimento. Notizia nella quale si era parlato di un imminente sgombero incomprensibile alla luce del fatto che CasaPound non è mai stata nella lista delle occupazioni da sgomberare in via prioritaria, stilata dal Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza.

Perché CasaPound era in coda alla lista degli sgomberi

Gli organi istituzionali preposti hanno più volte riscontrato che CasaPound, sulla base di criteri oggettivi, non rappresenta un problema né chi ci vive né per la città. CasaPound è uno stabile ben manutenuto dai suoi occupanti, quindi non è a rischio sicurezza; vi si vive in condizioni di assoluta civiltà, quindi non è a rischio sanitario; non vi si commettono reati di alcun tipo – spaccio e prostituzione in cima a tutti – quindi non rappresenta un problema di ordine pubblico. Tant’è che CasaPound era finita in coda a una lunga lista che vedeva in cima, invece, occupazioni in mano a centri sociali e immigrati.

“Metodo Palamara” contro le famiglie in emergenza abitativa

Dunque, nulla da fare per lo sgombero secondo le vie canoniche degli sgomberi. E nulla da fare sul fronte politico: né il sindaco Virginia Raggi né gli antifascisti, benché ossessionati dalla questione, hanno mai avuto la forza di imporre il loro desiderio di metter fine all’esperienza simbolo di CasaPound, anche a costo di sbattere venti famiglie italiane in mezzo alla strada. Una sola strada rimaneva, quella che si potrebbe definire del “metodo Palamara”: chiamare la Procura a spicciare per via giudiziaria una questione tutta politica.

Gli antifascisti “chiedono aiuto” alla Procura

Contro CasaPound ha presentato un esposto l’Anpi. Ora, non è chiaro se l’indagine condotta dalla Digos che ha portato al sequestro preventivo sia legata a quella denuncia. Ciò che è certo è che il “reato di occupazione abusiva” per il quale si procede è applicabile a ciascuna delle altre occupazioni nella famosa lista del Comitato per l’ordine e la sicurezza. Si fa valere, però, solo in questo caso in cui svolge un ruolo fondamentale. Il sequestro preventivo, infatti, fa balzare CasaPound in cima (o quasi) alla classifica degli sgomberi più urgenti. Un attacco politico passato per la Procura, che ieri – molto prima che opinione pubblica e diretti interessati di CasaPound capissero cosa stava accadendo – ha fatto esultare su Twitter la Raggi e il sottosegretario Laura Castelli per il fatto che era stato “ordinato lo sgombero” di CasaPound.

Commenti

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  • renato peres 62 friulano 4 giugno 2020

    libertà di pensiero pari allo zero. deficienti partigiani. molti nemici molto onore.

  • Andrea Marconcini 4 giugno 2020

    Sono del parere che qualsiasi forma di occupazione sia fuorilegge partendo da quella militare(occupazione sovietica,nazionalsocialista eccetera eccetera fino ad arrivare a quella scolastica inventata solo per qualche giorno di vacanza in più.Mi auguro che si proceda celermente anche allo sgombero degli innumerevoli e scandalosi centri sociali che tanto male hanno fatto ai nostri giovani,molti dei quali trascinati nella spirale della droga e dell’alcool,per non parlare poi degli atti di vandalismo e criminalità vera e propria.Se le Istituzioni che hanno l’onore di governare una Nazione come la nostra democratica e liberale non si adopereranno per risolvere definitivamente questa enorme ingiustizia delle occupazioni abusive sarà l’ennesima sconfitta dello Stato di diritto e della giustizia.Mi auguro altresì che alla venti famiglie dello stabile di via Napoleone III sia assegnata immediatamente una nuova abitazione.

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