Meloni: «Non ci prestiamo agli show nelle ville sfarzose. Conte ha nominato gli esperti e poi li ha cestinati»

venerdì 12 giugno 9:59 - di Giorgio Sigona
Meloni

«Se Conte vuole dialogare con noi venga in Parlamento. Gli Stati generali della Repubblica sono la Camera e il Senato, non villa Pamphili». Lo ha dichiarato Giorgia Meloni al Messaggero, sottolineando che «da sempre siamo disponibili al dialogo, ma nei luoghi istituzionali».

Meloni: non ci prestiamo alle passerelle

«Non ci prestiamo alle passerelle in ville sfarzose mentre milioni di italiani rischiano il posto di lavoro», ha aggiunto la leader di Fratelli d’Italia. «E poi di cosa dovremmo parlare, se non si discuterà, come ha detto Conte, del decreto Rilancio? Quanto alla posizione del centrodestra, noi siamo una coalizione, non un unico partito. Discutiamo e abbiamo sensibilità diverse, ma sappiamo sempre trovare una sintesi». Questo, «a differenza della maggioranza, sempre divisa su tutto».

Conte e la sua task force

Poi va nel merito del Piano Colao. «Ci sono cose che condivido e che Fdl ha già proposto da mesi», ha sottolineato la  Meloni. «La sospensione del decreto dignità, la reintroduzione dei voucher e la crociata ideologica al contante, non li capisco assolutamente. Questa task force ha lavorato in modo del tutto scollegato al Governo. Conte ha nominato una serie di esperti per la ripartenza. Poi, quando le indicazioni sono arrivate,  le ha cestinate. E ha convocato gli Stati generali con altre persone».

Meloni e la vicenda degli agenti penitenziari

Precedentemente, in una dichiarazione, Giorgia Meloni aveva parlato anche della vicenda degli agenti penitenziari. «In una Nazione normale lo Stato, all’indomani delle rivolte nelle carceri, organizzate dalla criminalità organizzata, avrebbe agito tempestivamente. E avrebbe punito in maniera esemplare i responsabili, con processi per direttissima e revoca di massa dei benefici penitenziari come chiesto da Fdi. In Italia invece arrivano incredibilmente e vergognosamente gli avvisi di garanzia alla Polizia Penitenziaria. E cosa grave, il compito di notificarli viene affidato a un altro Corpo dello Stato, i Carabinieri». «Ricorderemo anche per questo indegno epilogo Alfonso Bonafede ministro della Giustizia».

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • fazio 12 giugno 2020

    queste cose la sinistra lo fa di mestiere vi ricordate Cottarelli con la spending review.

  • Emergenza Coronavirus

    In evidenza

    News dalla politica