Libia, Di Maio: «No a soluzioni militari». Ma la guerra c’è già e la sta vincendo Erdogan

martedì 9 giugno 16:37 - di Giacomo Fabi
Libia

La Libia come paradigma dell’inutilità della Ue e della totale inadeguatezza del governo italiano, in particolare di Luigi Di Maio. A conferma che non basta essere azzimati per sembrare statisti. Succede, infatti, che mentre il turco Erdogan annuncia proprio sulla nostra ex-colonia l’inizio di «una nuova era» nei rapporti con gli Usa di Donald Trump, e mentre la Gran Bretagna gioca di sponda con l’Egitto spiazzato dalla sconfitta del generale Haftar ad opera di al-Serraj, l’Italia si crogiola nella solita preoccupazione. Di Maio ha annunciato l’invio di una fregata e di due aerei nell’ambito dell’operazione “Irini“.

Italia fuori dai giochi

Si tratta di una misura finalizzata al rispetto dell’embargo sulle armi «per non favorire una delle due parti in conflitto, ma la fine del conflitto». Ma la guerra in Libia sta già per finire. L’ha vinta Erdogan, che ha già prenotato le commesse per la ricostruzione, e grazie a lui, al-Serraj, l’attuale presidente affidato dall’Onu all’Italia  e da questa abbandonato quando sembrava destinato soccombere sotto i colpi di Haftar. Dall’altro lato c’è l’Egitto e, più defilata, la Russia. Hanno perso la guerra, soprattutto il primo, ma non ancora la pace. Il governo di Al Sisi vuole una tregua. A caldeggiarla è anche la Lega araba.

Un piano per smembrare la Libia

L’intento è chiaro: bloccare ora il conflitto, potrebbe essere il preludio allo smembramento della Libia e la divisione delle sue spoglie tra l’asse turco-americano da un lato e a quello anglo-russo-egiziano dall’altro. Decisiva resta la battaglia intorno a Sirte, dove abbondano i pozzi di petrolio. Alla Russia che insiste per un “cessate il fuoco“, Erdogan ha risposto che l’are resta un obiettivo militare al-Serraj. Quest’ultimo, infatti, ha respinto la tregua e si accinge a dare la spallata finale al rivale Haftar. Mentre tutto questo accade, da Atene, dove ha incontrato il suo omologo Nikos Dendias, Di Maio ancora strologa di rispetto degli accordi presi alla Conferenza di Berlino o «di soluzioni militari inaccettabili prima ancora che impraticabili». Qualcuno, per favore, lo svegli.

 

 

 

 

Commenti

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  • biagio 10 giugno 2020

    Mentre l’imbecille: ” Di Maio ” fa proclami del ca… , il turco: ” Erdogan ” si annette la Libia. Mettendo sotto scacco l’Europa, così facendo, può gestire i flussi migratorie da: sud (Africa) e da est (Siria, ecc.).
    Sempre lo stesso imbecille, da una parte promette verità per l’omicidio: “Reggeni” dall’altra parte vende navi da guerra all’Egitto.

  • Franco.Prestifilippo 10 giugno 2020

    Chissà se è riuscito a trovare la Libia sulla carta geografica! Ma come si può dare un dicastero come gli Esteri a Di Maio? Altro mistero della fede!

  • Bruno Cirio 10 giugno 2020

    Hanno buttato giù Gheddafi x lasciare Erdogan che è molto più pericoloso? ad un tiro di schioppo dalla Sicilia. Ma che governo abbiamo? DEVE INTERVENIRE MILITARMENTE, CI DEVE DIFENDERE.

  • Giuseppe Forconi 10 giugno 2020

    E’ urgente che teniate a freno Di Maio, costui nella sua piu’ profonda ignoranza in materia potrebbe svegliare un cane che forse sta dormendo pacificamente.
    Di Maio non e’ assolutamente all’altezza per mettere il naso in affari di altri paesi tanto meno in paesi che si trovano in conflitti interni, vedi la Turchia che la sta’ facendo da padrona in Libia.
    Il problema libico potrebbe essere una bomba ad orologeria che gia’ stia tic tac-ando.

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