Legalizzazione della droga, Cinquestelle nella bufera: «I lussi e gli ozi di Villa Pamphili fanno delirare»

giovedì 18 giugno 9:23 - di Fabio Marinangeli
legalizzazione della droga

Inaccettabile. L’improvviso blitz dei Cinquestelle per la legalizzazione della droga sa di gioco politico (sulla pelle della gente). In stato confusionale a causa dell’incapacità dimostrata al governo e a causa delle liti interne, sventolano la bandiera della cannabis come se fosse un vaccino. Usano un linguaggio a metà tra quello dei Radicali e quello dei centri sociali. Aggirano il problema cruciale – le gravi conseguenze legate all’uso di sostanze stupefacenti – e parlano solo di soldi. In sostanza, lo Stato si “arricchisce” vendendo cannabis.

Gasparri sulla legalizzazione della droga

«Mentre Conte calpesta gli italiani tra i lussi e gli ozi di Villa Pamphili – con degli Stati Generali che mortificano un’Italia priva di risposte – i Cinquestelle chiedono che  questo vergognoso evento discuta di legalizzazione della droga». Lo dichiara l’azzurro Maurizio Gasparri. «Probabilmente, dopo le visite nel Venezuela, vogliono accreditarsi con riti colombiani. I grillini fanno una proposta che non sarà mai approvata in Italia. La liberalizzazione della droga sarebbe un veleno ulteriore».

Niente cassa integrazione, ok alla cannabis: è delirio

«Comprendiamo che alcuni scrivano queste lettere in preda a un delirio probabilmente facilitato da qualche abuso», incalza Gasparri. «Ma pensare che questa sia una emergenza per una Italia disperata è veramente un’offesa. Negano la cassa integrazione ai lavoratori e propongono la droga ai ragazzi. I grillini sono peggio di Maduro e dei colombiani che tante cronache hanno riempito. Sono un emblema di ignoranza che presto andrà democraticamente cancellato, non appena gli italiani potranno votare».

Anche la Lega sul piede di guerra

«C’è chi lavora per aiutare famiglie e imprese in difficoltà e chi vuole legalizzare la cannabis. Milioni di italiani non arrivano a fine mese, migliaia di negozi e aziende non hanno mai riaperto dopo il lockdown. La cassa integrazione è ancora un miraggio per un milione di lavoratori, ma cento parlamentari della maggioranza chiedono a Conte di aprire un dibattito sulla legalizzazione della droga agli Stati generali». È quanto dice a sua volta Alessandra Locatelli, della Lega.

«Pensino agli italiani e non alla cannabis»

«È evidente che chi è al governo non ha chiare le priorità del Paese. E mentre noi ci battiamo per far ripartire lavoro e opere pubbliche, per il taglio delle tasse e per una rapida cassa integrazione, la maggioranza si concentra sulla cannabis».

Commenti

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  • complimenti 18 giugno 2020

    mafiosi di merda

  • Pino 18 giugno 2020

    Una vecchietta di nobile famiglia veneta mi racconto’ tanti anni fa che, lo traduco in italiano perché il veneto ‘stretto’ non so metterlo per scritto: Quando la m…da monta lo scanno o puzza o fa danno, a volte tutti e due’ ! Là dove per m,,da vanno intese le persona di nessun valore, lo scanno sarebbe la cattedra, per la puzza ed il danno lo conosciamo bene da quando Mattarella ha fatto carte false per imporre i nomi a partire dalla defenestrazione di Savona e continuando con i suoi puzzolenti maneggi.

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