Indagine in Toscana, dem Rossi di vergogna. Meloni: “Avevamo ragione a chiedere chiarezza”

mercoledì 17 giugno 13:52 - di Carlo Marini

“L’inchiesta sulla gara del Tpl in Toscana, che oggi vede indagato anche il presidente della Regione Rossi, conferma che Fratelli d’Italia aveva ragione a pretendere chiarezza. Siamo stati i primi a sollevare dubbi su un appalto miliardario che ha di fatto consegnato in mani francesi il trasporto pubblico locale toscano”. È quanto dichiara il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. “Quando ho incontrato a Prato i vertici della cooperativa Cap ho potuto constatare di persona i tanti aspetti poco chiari della gara. Un appalto che abbiamo criticato fin dall’inizio. Spetterà alla magistratura verificare se sono stati commessi reati o meno. Ma noi continueremo a tenere accesi i riflettori sul caso, nell’interesse dei cittadini toscani”, conclude Meloni.

Il governatore Pd ha ricevuto un avviso di garanzia

Il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, incarnazione del potere rosso con tutte le sue arroganti derive, risulta tra gli indagati nell’inchiesta sulla gara regionale per il trasporto pubblico locale aperta dalla Procura di Firenze. Oltre a quello di Rossi, ci sono altri sei indagati: due funzionari della Regione e quattro membri della commissione giudicatrice. Lo riferisce “La Nazione”. La gara, da 4 miliardi di euro, è stata assegnata ad Autolinee Toscane, società controllata dai francesi del gruppo Ratp. Le accuse ipotizzate nei confronti del governatore della Toscana sono gravi. Si va dal falso, abuso di ufficio, turbativa d’asta, induzione a promettere o dare utilità.

Chi sono gli altri indagati con Rossi

Oltre al governatore della Toscana, sono indagati i funzionari della Regione Riccardo Buffoni, 61 anni, di Montevarchi, e Ivana Malvaso, 61 anni, fiorentina, perquisiti il 28 maggio, poi i membri della commissione giudicante: i professori Mario Sebastiani, 76 anni, romano, e il fiorentino Stefano Pozzoli, 57, che è stato anche commissario del carnevale di Viareggio, la dirigente dell’Irpet Patrizia Lattarulo, 59 anni, e la dirigente del trasporto pubblico della regione Liguria Gabriella Rolandelli, 51 anni, di Chiavari. Tra i destinatari di sequestri, seppur non indagato, c’è anche Marco Gorelli. Figura evidenziata dagli esposti per il “doppio ruolo” avuto nella gara sott’inchiesta. Gorelli oggi è un consulente dei vincitori del maxi appalto. Tuttavia lui, questa gara, ha contribuito a bandirla. Ha infatti studiato per conto della Regione Toscana l’opzione “lotto unico”, poi effettivamente adottata.

Commenti

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  • gianluca 19 giugno 2020

    ora vengono fuori le magagne ,a questi ladruncoli di paese fino ad ora avevano l osso in bocca non potevano andare in magistratura ,ora che l osso è caduto tutti di corsa .
    e noi paghiamo e non abbiamo nulla indietro .linee riscosse e mai effettuate dirigenti pagati e mai visti negli uffici ,bilanci in rosso di svariati milioni di euro , e mai nessuno a controllarli . a casa devono andare questi parassiti .

  • Cervohold 18 giugno 2020

    Senza entrare nel merito, bisogna farsene una ragione: La Magistratura Democratica non può indagare un social-catto-comunista, neanche per omicidio, solo se si tratta di un centro destra va indagato e condannato senza processo sui media di servizio.
    Il caso più clamoroso è quello di Conte che può dire tranquillamente: io sono il solo responsabile, ma la decisione è politica del Governo; Salvini invece va a processo per sequestro di persona pur avendo applicato una decisione politica del Governo. Va fatta tabula rasa di questa Giustizia prima di subito a costo di abbandonare il Parlamento.

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