Immuni, un sondaggio prevede il flop: metà degli italiani non vuole (e non può) scaricarla

martedì 16 giugno 18:45 - di Redazione
Immuni dovrebbe garantire il tracciamento del contagio

Più della metà dei cittadini non intende scaricare la App Immuni perché la si ritiene poco efficace. E perché ci sono ancora critiche su privacy e tracciabilità.

Ma, soprattutto, tra gli anziani, il 18 per cento di chi non scarica l’app Immuni, non può farlo perché non ha uno smartphone.
E’ quanto emerge da un sondaggio dell’istituto Swg su come la pandemia legata al Covid-19 stia modificando i comportamenti e gli atteggiamenti di individui e consumatori.

E proprio questa sera il governo porrà la fiducia sul decreto legge che, fra l’altro, che contiene la disciplina per l’utilizzo della app Immuni.
E lo stesso decreto che proroga anche al primo settembre l’entrata in vigore della riforma Orlando sulle intercettazioni. E che prevede il parere del Procuratore antimafia per la concessione dei permessi di necessità e della detenzione domiciliare per la valutazione dei collegamenti dei soggetti interessati con la criminalità organizzata e se sottoposti al 41 bis.

Per stasera è prevista la discussione generale, anche sull’app Immuni. Mentre domani mattina, a partire dalle 8,30, sono in programma le dichiarazioni di voto e il voto.
Il decreto, che norma l’app Immuni, scade il prossimo 29 giugno. E dovrà essere esaminato dalla Camera.

Dopo la sperimentazione avviata in quattro regioni a inizio giugno, da oggi anche in Emilia-Romagna si può scaricare e installare Immuni.

Dotarsi dell’applicazione dovrebbe permettere di risalire ai contatti che possono aver esposto una persona al rischio di contagio da Covid-19.
Il punto è che molti dubitano che sia, effettivamente, tutelata la privacy.

Gli sviluppatori e i sostenitori dell’app Immuni spiegano che il tracciamento è basato su tecnologia Bluetooth e che non utilizza dati di geolocalizzazione di alcun genere, inclusi quelli del Gps.

E ancora, aggiungono, l’app Immuni non raccoglie neppure dati identificativi dell’utente, come nome, cognome, data di nascita, indirizzo, numero di telefono o indirizzo email.

Chi decide di installarla, viene avvisato con una notifica nel caso sia entrato in contatto con soggetti successivamente risultati positivi al tampone.

 

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