Fase 3, l’immunologo Le Foche: «È paranoico vedere il virus ovunque, non si vive da eremeti» 

martedì 9 giugno 9:04 - di Roberto Mariotti
Le Foche

«Il virus c’è, ma è sbagliato vedere il pericolo ovunque». Lo afferma Ftancesco Le Foche, immunologo del Policlinico Umberto I di Roma. «Vedo persone che quando incrociano un altro essere umano trattengono il respiro e guardano a terra. Una paranoia», afferma in un’intervista al Corriere della Sera. «Bisogna reagire, altrimenti entriamo in un contesto negativo dal quale sarà difficile uscire. So di gente che non mette il naso fuori di casa per paura».

Le Foche: «Certi comportamenti non hanno senso»

Rassicura chi – anche in questa fase 3 dell’emergenza coronavirus – per timore resta paralizzato in fase 1. «Certi comportamenti non hanno senso», ammonisce l’esperto. «Attenzione a non aver paura di fantasmi, come succede in una celebre commedia di Eduardo De Filippo». Anche se per baci e abbracci «è ancora presto», conferma La Foche, «l’uomo è predisposto alla socializzazione. Non può vivere da eremita».

«Andrà sempre meglio»

Quindi l’invito è quello di mantenere la ragionevolezza, non solo le distanze, «altrimenti non recupereremo la normalità». Per l’immunologo «è come se avessimo spento un incendio. Restano piccoli focolai e disponiamo di secchi con l’acqua per intervenire. La situazione ora la vedo tranquilla. Andrà sempre meglio nelle prossime settimane e nei prossimi mesi se manteniamo precauzioni razionali in certi ambienti chiusi e affollati».

In spiaggia senza mascherine

Un messaggio positivo anche in vista delle vacanze estive. «Potendo mantenere le distanze, io partirei sereno», dice Le Foche. «Sulla spiaggia lettini e ombrelloni sono organizzati in sicurezza. Non c’è motivo di indossare la mascherina, tranne quando andiamo al bar dello stabilimento e sono presenti molte persone». Anche perché, ricorda lo specialista, la stessa «Oms ha dichiarato che dovremmo indossare la mascherina in caso di affollamenti, quando non è possibile mantenere le distanze interpersonali».

Le Foche, Tucidide e la peste nera

«Disponiamo di mezzi sofisticati per reagire, lo abbiamo visto. Da qui in avanti ne avremo sempre di più», prosegue l’esperto. «Tucidide, raccontando la peste nera ad Atene nel 430 a.C., scrisse di vedere l’umanità smarrita. Ora non ha senso avere smarrimento. Il post Covid non va vissuto così». Anche in palestra, «attenzione a non essere fobici», avverte La Foche. «Se la palestra è indoor, allora riduciamo il tempo di allenamento: 40 minuti anziché un’ora piena».

Al cinema e in teatro

Nei cinema e teatri che stanno per riaprire «torniamoci», esorta Le Foche. «Appartengono alla cultura ludica. Certo, dimentichiamo per sempre la calca del pubblico. Cinema e teatri siano stati organizzati in modo sicuro e non vedo perché negare a noi stessi il piacere di frequentarli. Non c’è vita senza cultura. Questi non sono gli ambienti dove temere il contagio. Sono state prese misure sufficienti a garantire di assistere senza patemi a un film o a una commedia».

Le Foche e il ritorno al calcio

L’esperto pensa anche i tifosi: «Ci sarà il sistema di riammettere gli spettatori negli stadi, magari dimezzando il numero di posti a sedere. Le partite a porte chiuse non hanno gusto. Ci sono contesti dove è più semplice assicurare il distanziamento. Come appassionato di calcio, ho visto diversi impianti in Gran Bretagna. Lì le condizioni sono migliori delle nostre in quanto hanno avuto il problema di separare strutturalmente le tifoserie aggressive».

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