Dl Rilancio, sindaci inviperiti: gli emendamenti di FdI a favore dei Comuni chiedono più soldi e meno vincoli

lunedì 15 giugno 16:28 - di Guido Castelli
Sindaci inviperiti foto Ansa

Dl Rilancio, sindaci inviperiti: si dovrebbe ripartire dai Comuni e invece… Le mancate entrate nelle casse delle amministrazioni locali per effetto della pandemia Covid-19 sono stimate tra i 3,6 (nello scenario migliore) e gli 8, 2 miliardi di euro (nello scenario peggiore). Un piccolo grande disastro che deriva dalla caduta di gettito certa: (Tari rinviata. Tassa di soggiorno venuta meno. Imu, mancato incasso da sanzioni stradali per effetto del blocco del traffico. Canone occupazione suolo pubblico e pubblicità. Rette asili nido ecc…); e da quella probabile: che effetto avrà la morosità? Quando saranno capaci di contribuire i contribuenti in questo momento di crisi?). Le stime prodotte dalla Fondazione Ifel, che ho l’onore di presiedere, giustificano le preoccupazioni dei sindaci. E dimostrano l’inadeguatezza delle norme previste in favore degli Enti locali all’interno del Decreto-legge “Rilancio”. Se si vuole rilanciare il Paese occorre avere la consapevolezza che i Comuni devono giocare una partita essenziale in qualunque progetto di ricostruzione. Non si mettono a terra iniziative e progetti se non si fa leva sull’Istituzione comunale, la più vicina ai cittadini, la più connessa ai bisogni delle famiglie, delle comunità, delle imprese. Meno Stati generali e più Comuni particolari, più autonomia e più sussidiarietà.

Dl Rilancio, sindaci inviperiti: gli emendamenti di FdI a favore dei Comuni

Il gruppo parlamentare di Fratelli d’Italia ha predisposto – d’intesa con il dipartimento Autonomie Locali – un articolato programma di emendamenti al Dl Rilancio, anche per la parte che riguarda le iniziative in favore dei Comuni.  Innanzitutto FdI chiede che il Fondo straordinario per gli Enti locali (previsto all’articolo 106 del Dl Rilancio) sia incrementato di 3 miliardi. Poi ci sono molte e puntuali richieste di tipo normativo, oltre che contabile. Essenziali entrambe per evitare che molte Amministrazioni locali vengano travolte dall’impossibilità di chiudere i bilanci senza avvicinarsi al burrone del dissesto nel quale molti Comuni si sono già avviati per effetto di anni di tagli sconsiderati e irragionevoli. Più soldi e meno vincoli: la sintesi delle proposte avanzate sono sintetizzabili così. Soprattutto in un momento in cui tutta l’Europa ha compreso – sotto l’effetto devastante della pandemia – che molti dei vincoli imposti all’Unione erano inadeguati. Dal dogma del divieto degli aiuti di Stato, al moloch del pareggio di bilancio, fino alle libertà di movimento tra Paesi dell’Ue.

Dalla richiesta di rinviare le nuove normative sulla tariffazione della Tari al raddoppio della riduzione dell’Imu

Se questo è il vento inarrestabile che ha soffiato persino a Bruxelles e Strasburgo, sarebbe incomprensibile che a Roma non si affermasse una forte regressione alle norme rigoristiche e formali cui devono sottoporsi quotidianamente i segretari comunali. Le proposte di emendamento del gruppo parlamentare di FdI, coordinate con il capogruppo in commissione Bilancio On. Trancassini, vanno dalla richiesta di rinviare le nuove normative sulla tariffazione della Tari (inopportune in questa fase di nuove regolamentazioni post Covid-19) fino alla richiesta di raddoppio del ristoro della riduzione IMU destinata agli alberghi e ad una grande platea di altre strutture recettive (da 74,9 milioni secondo la norma del Dl fino a 150 milioni di euro nel nostro emendamento): ciò permetterebbe di tenere nel giusto conto l’ampia dimensione dei beneficiari, che comprendono soggetti anche non imprenditoriali; fino alla semplificazione delle norme sulla riscossione dei tributi locali.

Gli aiuti specifici ai Comuni in dissesto o pre-dissesto: liberare energie dove ci sono

Un capitolo essenziale riguarda gli aiuti specifici ai Comuni che hanno già intrapreso l’avvicinamento alla crisi di bilancio (dissesto o pre-dissesto). Così come una fondamentale attenzione viene rivolta alla necessità di far ripartire gli investimenti in opere pubbliche. Non si tratta di invocare assistenzialismo centralista, ma di liberare energie dove ci sono. Tra gli emendamenti al Dl Rilancio c’è anche la richiesta di accelerare la realizzazione di opere pubbliche per rendere immediatamente disponibili i 2,8 miliardi di euro che la Legge di bilancio per il 2020 (L. 160/2019, art. 1 commi 51-58) ha destinato alla progettazione degli enti locali negli anni 2020-2034. Con questo obiettivo la proposta emendativa prevede la possibilità di un anticipo delle risorse attraverso l’attivazione di mutui con CDP/BEI.

“Piano Italia”, un progetto mirato di investimenti territoriali

Un’altra proposta di emendamento è finalizzata ad accelerare la realizzazione degli investimenti degli enti locali. La prima parte (commi 1-11) prevede la creazione di un Fondo unico che sarà destinato ad un grande piano di investimenti territoriali, denominato “Piano Italia”, orientato alla sostenibilità ambientale e sociale. In tale Fondo sono ricomprese tutte le risorse che negli ultimi anni sono state destinate agli investimenti dei comuni. Si tratta di circa 30 miliardi di euro complessivi, stanziati su un orizzonte temporale che arriva fino al 2034. In questa gravissima contingenza sociale ed economica, Fratelli d’Italia non ha mai smesso di osservare una condotta propositiva e costruttiva. E le proposte per gli enti locali che abbiamo formulato sono l’ennesima prova di questo atteggiamento. Il Governo Conte tuttavia, come più volte osservato da Giorgia Meloni, non ha quasi mai riconosciuto i nostri sforzi prediligendo la deriva narcisistica delle dirette Fb e degli Stati Generali del nulla. Cambierà la musica con il Decreto Rilancio ? Le indicazioni “salva-comuni” saranno approvate dalla maggioranza ? Nulla lo fa presagire, ma un cosa è certa: se le nostre proposte passassero, il vantaggio andrebbe a beneficio di tutti gli italiani e non solo dei sindaci. Speriamo che il Premier capiscache la Nazione non ha bisogno di propaganda ma di fatti concreti.

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