Buttafuoco: viva i cattivi, basta con l’Inquisizione progressista. Salviamo la storia e le tradizioni

venerdì 12 giugno 17:23 - di Riccardo Angelini

Pietrangelo Buttafuoco è allarmato e indignato per l’onda buonista che sta creando una nuova Inquisizione progressista. Sotto la mannaia di questo pericoloso trend culturale rischiano di cadere canzonette, statue, grandi giornalisti come Indro Montanelli e ancor di più tutta la tradizione cinematografica della commedia italiana. E allora è giunto il momento di dire “viva i cattivi”. Cioè coloro che si contrappongono con forza al politicamente corretto e difendono le proprie tradizioni, consapevoli che la storia non si può riscrivere né fare a pezzi. Il giornalista e scrittore ne parla in un’intervista al sito La Luce.

Buttafuoco: prendersela con Colombo è come prendersela con Ulisse

“L’unica resistenza culturale – osserva Buttafuoco – la vedi solo nei cattivi. Il mondo remoto non ha queste ansie del politicamente corretto, i cinesi, i russi, gli indiani. Chi invece è sotto scacco del politicamente corretto fa i conti con la reificazione di questa chiesa capovolta. Abbiamo bisogno di tornare ai classici per poter essere liberi, questi ce l’hanno a morte con i condottieri, con gli esploratori, con chiunque abbia sperimentato la propria sfida alle stelle. Prendersela con Cristoforo Colombo è come prendersela con Ulisse, con chiunque osi sfidare il confine. Facendo così potremo innalzare monumenti solo agli ignavi”.

La nuova epoca del totalitarismo liberale

Ciò che è avvenuto dopo l’uccisione di Floyd è solo l’ennesimo segnale di una deriva preoccupante. “Comincio a subodorare l’inizio di una nuova epoca, quella del totalitarismo liberale, se ci pensi si fonda sulla stessa idea perversa di “fine della Storia” teorizzata da Fukuyama, si tratta sempre di quella superstizione progressista per cui solo le minoranze egemoni hanno il compito e la possibilità di raddrizzare l’umanità, per natura storta, e il suo destino”.

L’unico dissenso consentito è quello indicato dal mainstream

Per Buttafuoco la minaccia è reale e concreta e pochi hanno il coraggio di opporsi. L’unico dissenso consentito è quello indicato dal mainstream.  “Si dovranno depurare le canzonette, censurare “i watussi”, o “sei diventata nera”, Totò sarà impossibile da proiettare e così tutta la commedia italiana piena di battute oggi scorrettissime”, prevede il giornalista. E difende Montanelli: “Non si può pensare di piegare la Storia alle tue teorie, Montanelli è stato un grande non solo per ciò che ha scritto ma per la vita che ha vissuto, così come la sua generazione. Ciò che più mi spaventa è la capacità di intimidire, perché ci si rassegnerà anche a togliere la statua di Montanelli di questo passo”. Lo scopo finale è l’omologazione globale, la cancellazione delle identità. Il caso Floyd è grave, ma strumentalizzato: “Floyd non è il primo e non sarà l’ultimo ma prima c’era Obama e ora c’è Trump, la differenza sta tutta qua. Si tratta dello stesso meccanismo per cui nel Mediterraneo continuano a morire i migranti ma nessuno se ne accorge perché non c’è Salvini al Viminale”.      

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