Vacanze estive, gli italiani in frenata: temono i trappoloni e la confusione mentale del governo

martedì 5 maggio 8:51 - di Paolo Sturaro
vacanze estive

Luglio è vicino, la “quarantena” passa dalla fase 1 alla 2, senza che nessuno ci capisca niente. Le vacanze estive sembrano un miraggio. Non si sa nulla di alberghi e di bed&breaksfast. Men che meno dei villaggi turistici e dei campeggi. È tutta un’incognita, la prossima estate. Molti non si azzardano neppure a pensare alle prenotazioni. Temono qualche trappolone. Con la confusione fatta dal governo con la fase 2, figuriamoci cosa accadrà con le regole per la “fase estiva”. E i balneari sono in rivolta.

Vacanze estive, dalle spiagge alle piattaforme galleggianti

Andare al mare non dovrebbe essere un problema perché è provato che il virus viene diluito dall’acqua. La questione cruciale però è la spiaggia. E le piscine? Come garantire la famosa distanza? Ogni Regione sta annunciando decisioni, dal distanziamento dei lettini alle piattaforme galleggianti. Però, come molti sottolineano sui social, con il governo in perenne confusione mentale si rischia grosso. Magari si prospetta un’estate zeppe di conferenze stampa di Conte.

Quelle parole fuori luogo di Ursula von der Leyen

Dalle istituzioni, tra l’altro, non arriva grande ottimismo. «Consiglierei di aspettare a prenotare. Non si possono fare previsioni su luglio e agosto». Questa, pochi giorni fa, la risposta della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen alla richiesta di fare una previsione sulle vacanze estive. Il punto è salvare la stagione, in Italia non possiamo permetterci un altro tracollo.

L’indagine: cala la voglia di vacanze estive

Cala il contagio, scende la preoccupazione, ma si raffredda la voglia di vacanze. È quanto emerge da un’indagine Confturismo-Confcommercio in collaborazione con Swg. Gli italiani preoccupati per  l’emergenza Covid, infatti, a marzo erano l’86% ad aprile sono diventati l’80%. Nonostante questo, però, il motore dell’economia del turismo non prende giri. Più della metà degli intervistati, il 57%, dichiara che, anche dopo la fine dell’emergenza, non si muoverà per fare una vacanza.A marzo era il 53%.

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