“Toghe rotte”, il giudice Cisterna: «Se da Palamara chiamata in correità, sarà bagno di sangue»

mercoledì 27 Maggio 12:26 - di Francesca De Ambra
Palamara

È l’immagine-simbolo del crollo dei partiti e della Prima Repubblica. La ricordate? Arnaldo Forlani, leader Dc, che depone nel processo Enimont con lo sguardo vitreo e la bava agli angoli della bocca. Ma quel fotogramma simboleggia anche il “sorpasso” della magistratura sulla politica. Per questo ha il sapore della nemesi l’articolo scritto per il Riformista sul caso Palamara dal giudice Alberto Cisterna, presidente di sezione al tribunale di Roma . «Se il processo a Perugia dovesse arrivare in dibattimento – vi si legge – c’è da attendersi un bagno di sangue con tante toghe nello scomodo ruolo toccato al povero Forlani, torchiato a Milano e immortalato con la bava che solcava la bocca resa secca dall’imbarazzo».

«Palamara è solo uno dei collettori di illegalità»

Insomma, se a Milano con Forlani fu Tangentopoli, a Perugia con Palamara potrebbe essere Magistratopoli. «È una prospettiva credibile -spiega Cisterna – se l’imputato vorrà puntare l’indice sul sistema. E ritagliarsi il ruolo di uno dei tanti collettori della domanda di illegalità che si è impadronita di settori non marginali della magistratura». Il giudice immagina una «gigantesca chiamata in correità» con tante toghe chiamate a giustificare «perché mai sottoponessero proprio a Palamara aspirazioni, angosce, feroci pettegolezzi e veleni contro rivali». E anche «quale fosse la percezione del sistema delle nomine e quali i collettori avversari che sostenevano i loro competitor».

«Il carrierismo delle toghe inquina indagini e sentenze»

Stando così le cose, è riduttivo per Cisterna ridurre il vermicaio ad affaire Palamara. A suo giudizio, le intercettazioni in possesso della Procura di Perugia sono il sintomo del «carrierismo». È questa, sottolinea, la «malattia che affligge le toghe», anzi «una delle ragioni delle degenerazioni». Ma è l’interrogativo finale che si pone Cisterna a risultare agghiacciante. Eccolo: «Quanto ha influito il mercato delle carriere sul lavoro giudiziario, sulle indagini, sulle fughe di notizie, sugli agguati agli avversari, sulle inchieste ai politici invisi o semplicemente nella soluzione di una controversia condominiale rimessa a un giudice perennemente alla ricerca di un contatto, di un appoggio, di una rassicurazione?». Già, quanto ha influito?

 

Commenti

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  • Giuseppe D'Anna 20 Giugno 2020

    Ora, alla luce di quanto apprendo, considerato che ho citato una delle banche regine, cioè COMIT e grazie a non so quale santo in paradiso gli è stato concesso la grazia, Ora, dico dovrei riprendere a lottare per far condannare una banca che si comportava da usaraia, anzi, era l’esecutrice di un malaffare su ordine di un potente.
    Mi piacerebbe avere un commento, e se necessario racconto anche il nesso, chiaramente ad un avvocato o uno studio di avvocati senza paura delle forze occulte tipo massoneria e o altre…

  • Giampaolo Mercanzin 5 Giugno 2020

    Molto semplice: un tempo quando si “assumeva” un carabiniere, si indagava su SETTE generazioni, per capire se era onesto.
    I magistrati fanno un concorso, magari con commissioni “amiche” sono queste che vanno cambiate. Un giudice o un sostituto procuratore, non può essere assunto in base al puro concorso!

  • Antonino Arconte 5 Giugno 2020

    Vergogna che denuncio da quasi trent’anni questa delle toghe sporche. Il fatto che stia venendo a galla il marcio di questa ex Italia è positivo. Vuol dire che c’è ancora chi è un giudice vero, non un corrotto delle bande Bassotti.

  • Giacomo Marvulli 2 Giugno 2020

    Questi personaggi e tutti quelli come loro sguazzino pure nelle loro porcherie ma per amor del cielo SMETTIAMO DI DISTURBARE E SPORCARE IL GRECO ANTICO! – poli” (posposto ad un nome reggente) vuol dire semplicemente “città”; quindi “tangentopoli” = “città delle tangenti”, e va benissimo (la parte dequalificante è la prima). Che viene a dire “magistratopoli”? “La città dei magistrati”? Toh, anche il computer si risente e me lo segna come un errore, in rosso!

  • Vincenzo Concialdi 30 Maggio 2020

    Basterebbe Arezzo alla gloria d’Italia.
    Basterebbe il mercato natalizio di Piazza S.Jacopo Piazza Risorgimento per capire a che livello istituzionale è arrivata la corruzione in Italia.

  • Giovanni 29 Maggio 2020

    LO disse COSSIGA CHE Palamara assomigliava a un TONNO e che non capiva niente di diritto,avessero sentito il Presidente Cossiga oggi non ci troveremmo in questa situazione gravissima con la magistratura…

  • Claudio 29 Maggio 2020

    Dico solo, che sarebbe ora di processarli tutti, coloro che risultassero coinvolti. L’ immagine dell’ onorevole Forlani la ricordiamo tutti. E’ ora di separare veramente le carriere, i poteri ecc. Come in altri paesi civili come noi. “oppure noi non siamo civili!”.

  • Eugenio Alipede 28 Maggio 2020

    Non tutto il male vien per nuocere. Pio’ darsi che gli italiani finalmente aprano gli occhi!

  • roberto gaudina 27 Maggio 2020

    Solo due parole. Quanto sta succedendo mi fa paura! Nella mia modestia di ex funzionario dello Stato mai avrei immaginato si potesse arrivare a tanto. Chi di dovere faccia luce su questi sconcertanti avvenimenti che mortificano la nostra fiducia nelle istituzioni. Cose di questo genere NON possono avvenire in una nazione democratica.

  • Francesco C. 27 Maggio 2020

    Tonaca Nera e animo triste fregano il mondo in nome di chi sia !!!! Mah di cosa ci meravigliamo ? Conoscete qualche moglie o figlio oppure nipote e parente di Magistrato iscritto nelle liste di Collocamento ? Oppure disoccupato ? In cerca di lavoro partendo da Carriere basse Iniziali ? Nessuno !!! Figli di Generali dei CC o GDF e PS. Nessuno. Deve andare male male ci pensa Mamma RAI e le aziende di Stato e l e Partecipate.Poi tutto il filo conduttore.In passato ho ricevuto Riconoscimenti Istituzionali , ho non sono più tanto Orgoglioso.

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