Non solo il ritardo, anche la beffa: il decreto fa acqua. Il governo andrebbe cacciato a calci

giovedì 14 maggio 11:43 - di Maurizio Gasparri
decreto

Il decreto fu aprile e poi maggio è stato al centro di estenuanti manovre. Centinaia di articoli e altrettante pagine. Invece di una norma semplice ed efficace per aiutare il lavoro autonomo, il commercio, i ristoratori, un’alchimia complessa che opprime gli italiani, alimenta la burocrazia, impedisce aiuti immediati e rapidi. Ci sono una serie di problemi urgenti che vanno chiariti. Vogliamo vederci chiaro, visti i precedenti fallimentari su Imu sugli alberghi, Tosap ovvero la tassa sull’occupazione del suolo pubblico, perché le attività del turismo e del commercio pagano tasse a fronte di attività che non si possono svolgere.

Ci sono ipotesi di sospensione di alcune tasse che invece andrebbero del tutto abolite, Così come resta irrisolto il problema degli affitti. Ha ragione sia chi non può pagare l’affitto sia il proprietario dell’immobile che non si può accollare un danno, di cui non ha alcuna colpa. Servirebbe uno stanziamento che tutelasse gli uni e gli altri. Ma invece si continua a parlare di crediti di imposta del 60% rispetto al valore degli affitti.

Questi crediti potrebbero essere calcolati soltanto in futuro e su tasse che probabilmente non ci saranno se le attività commerciali moriranno. Quindi da cosa si deve detrarre l’affitto che si paga oggi? E poi il proprietario dell’immobile che beneficio ne ricava, visto che resta un contribuente per la proprietà? Questioni che sono sul tappeto da tempo, ma che il governo aggira, anzi avvolge dentro incartamenti burocratici oscuri e complessi tesi a penalizzare i cittadini.

Chiarimenti sulle erogazioni a fondo perduto, che devono essere semplici e direttamente sui conti correnti:le opposizioni le chiedono da settimane, in altre parti del mondo sono state realizzate e solo in Italia si continuano a rinviare, lasciando anche gli enti locali nella disperazione. Perfino un personaggio come Decaro, il presidente dell’Anci, che aveva tessuto le lodi del governo, ha dovuto fare marcia indietro e dire che quei 4 miliardi stanziati erano un bluff perché solo un anticipo di soldi che comunque spettavano ai comuni e non nuove erogazioni. Ai comuni servono invece almeno 5 miliardi di risorse per garantire servizi sociali e compensare le tasse che a loro volta dovranno sospendere per aiutare i commercianti. Il bilancio per il governo è veramente penoso. Andrebbero cacciati da Palazzo Chigi a calci.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • Roberto Chiara 14 maggio 2020

    Disarmante dico solo questo e non aggiungo altro
    Da imprenditore non ho parole ma faccio presente che ad oggi non ho ancora ricevuto i 600€ di Marzo e mia moglie la cassa integrazione
    La pazienza comunque ha un limite
    Grazie a voi che ci sostenete in questo periodo buio
    Roberto Chiara TORINO

  • Emergenza Coronavirus

    In evidenza

    News dalla politica