Littizzetto a Silvia Romano: «Te la menano perché sei donna. E se un giorno volessi farti chiamare Ugo…»

martedì 19 maggio 9:28 - di Giorgio Sigona
Littizzetto

Rispolvera un po’ di femminismo vecchia maniera, Luciana Littizzetto. Non poteva farsi sfuggire l’occasione per dire la sua sul caso di Silvia Romano. Esprime gioia e attacca gli “odiatori”. Fin qui, tutto normale. Però non evita di aggiungere pure una buona dose di sinistrismo.

La letterina di Luciana Littizzetto

«Cara Silvia, cara Aisha, perché tutti abbiamo il diritto di farci chiamare come ci pare, volevo dirti grazie». Inizia così la “Letterina per Silvia Romano” pubblicata dalla Littizzetto sul suo sito. Afferma tra l’altro: «Sai perché te la menano tanto? Perché sei una donna. Siamo un Paese patriarcale, dove diversi ostaggi uomini sono tornati convertiti a un’altra religione, ma a loro nessuno ha detto niente».

La «gentaglia armata»

«Grazie», afferma, «per aver resistito un anno e mezzo in mano a gentaglia armata, senza perdere quel bel sorriso che hai. E grazie perché continui a sorridere nonostante le ingiurie, gli sputi  di odio e i cocci di bottiglia sulla tua finestra».

«Perché ti sei convertita? Sono affari tuoi»

«Tutti vogliono sapere se sei stata costretta a convertirti o è stata una scelta tua. Io no, non lo voglio sapere, sono affari tuoi. So solo che, se sequestrassero me, dopo 12 minuti mi convertirei a qualsiasi cosa pur di salvare la pelle», aggiunge.

Il post scriptum della Littizzetto

«Tu sei roba di qualcuno per qualche minchione. E dico minchione perché quella è la parte del corpo con cui scrivono e ragionano», sottolinea l’attrice torinese.«Sappi che c’è tanta gente, invece, che ti dice bentornata e non gli frega nulla quanto sei costata. Di Maio diceva che non sei costata. L’importante è che tu sia tornata viva». E ancora: «Quindi bentornata Silvia, Aisha, impagabile come sei, come tutte le persone generose», conclude Luciana Littizzetto. Che aggiunge un p.s.: «Nel caso volessi farti chiamare anche Ugo, a noi va bene lo stesso».

Commenti

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  • Claudio 20 maggio 2020

    Cara Littizzetto, non fai più ridere, non sei più credibile, vuoi scrivere un’altra lettera? Scrivi le tue dimissioni sarebbe la più bella lettera che tu abbia mai scritto.

  • Gennaro 19 maggio 2020

    Chiedo scusa al giornalista Sigona,ma far apparire sul nostro giornale di destra una presunta comica serva dei servi del potere(fazio)per giunta profumatamente pagata con i nostri soldi e un onore troppo grande che a un soggetto del genere non possiamo concedere

  • fabio dominicini 19 maggio 2020

    Per prima cosa non sono d’accordo sul Vostro “” sottolinea l’attrice “. Null’altro è che un’oca mal riuscita accovacciata sul tavolo di un suo degno compagno , che si sta arricchendo con i nostri soldi per merito di qualcuno in Rai.-

  • Emilio 19 maggio 2020

    D’accordo con la Littizzetto sul ben tornata. Doveva però aggiungere anche un invito ad astenersi dal mettersi in situazioni pericolose.

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