L’indignometro. Gad Lerner, deluso da Repubblica, si rifugia tra gli allievi di Travaglio

giovedì 28 Maggio 13:06 - di Maurizio Gasparri
Gad Lerner

La Repubblica dei faziosi, succedanea della Repubblica dei padroni. Ovvero chi non ritiene più abbastanza comoda la consueta tribuna, prima di De Benedetti ora di Fca già Fiat (la Repubblica, classico giornale-partito della sinistra-sinistra) passa alla Repubblica 10.0, ovvero il Fatto quotidiano, che ha impadellato da anni il Padellaro intrombonato, per diventare il travagliato campo di battaglia del grillismo morente.

Quindi Gad Lerner, pur avendo ancora tribune Rai, assegnategli di diritto nonostante ascolti esigui e calanti, passa al Fatto, giudicato evidentemente abbastanza fazioso per accogliere cotanta penna. E allora vai con Gad. Se lui garantisce lo spirito accidioso, il travagliato e pallido direttore gioisce. Penne puntate contro gli sgraditi, il centrodestra in ogni sua forma o presenza, e inni per gli sgangherati ignoranti che devastano con le insegne grilline ogni istituzione di qualsiasi genere e livello. Odiatori di tutto il mondo unitevi.

E mentre De Benedetti padre, insultati i figli, vagheggia nuovi giornali che non nasceranno mai, il Fatto trifolato e travagliato, in declino precoce e irreversibile, raccatta esuli post o anti debenedettiani. Lerner trova un antico reduce, tal Valentini, che scrive lo stesso articolo da decenni, per fortuna una sola volta a settimana. Ripete, corroso dal tempo, la stessa cosa, illuso che, a forza di ripeterla, diventi vera. Invece resta solo un vano evaporatore di livore personale, impastato di invenzioni. Ma costui ha spiegato in un libello quale sia il suo cruccio. Pugliese, ebbe accesso al conterraneo Tatarella, allora ministro di Poste e Comunicazioni.

Il primo governo di centrodestra non revocò una licenza telefonica allora preziosissima, assegnata a De Benedetti dal compiacente Ciampi ad elezioni avvenute e quindi da un governo privo di reale legittimazione. De Benedetti poi vendette Omnitel, finita in seguito nella multinazionale Vodafone. L’incasso fu lauto. Ma il perfido ingegnere pare non abbia reso il dovuto onore economico al prezioso Valentini, che si attribuisce grandi meriti nell’aver evitato strali di reali o presunti nemici. Ma così va il mondo. E quindi saluto questi qua con un verso simil dantesco: Fatto non fosti a viver come bruti, ma ignorate vertute e canoscenza. Poi ve la spieghiamo….

Commenti

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  • Claudio Brandani 29 Maggio 2020

    Maurizio Gasparri: magistrale e spiritoso oltre che colto ed informato.

  • rino 29 Maggio 2020

    Bell’articolo di verità.

  • Antonio 29 Maggio 2020

    Se se ne va un individuo come Lerner da Repubblica, forse, con tutte le cautele del caso una sbirciatina al quotidiano la si può dare visto che è distribuito con grande abbondanza in alberghi, ristoranti, bar….per mantenerne alta la distribuzione.

  • fabio dominicini 29 Maggio 2020

    Chi si assomiglia, si piglia.
    Nessun intruglio come quello fra Travaglio e Lerner poteva essere più appropriato !
    Astio, odio, cattiveria, faccia tosta, mancanza di rispetto ed altro sono il collante che gli rende degni uno dell’altro.

  • Giuseppe Forconi 29 Maggio 2020

    Gad, dalla padella gia’ sporca di veleni, passa ad un’altra padella dove i veleni hanno gia’ tracimato da tempo.
    Sicuramente con i suoi ” DEMOCRATICI” pareri, al Fatto dovranno sostituire la padella con un pentolone.
    Bravo gad, vai vai.