Gismondo: «Troppa gente per strada, la fase 2 è partita male. Se non si interviene, rischiamo grosso»

mercoledì 6 maggio 10:43 - di Giorgio Sigona
Gismondo

«Nella fase 2 non si può puntare solamente sui controlli, ci salverà solo la responsabilità personale. La palla passa a ciascuno di noi. A guardare il traffico che è tornato sulle strade delle nostre città, le code fuori dai bar e dalle pizzerie, non si può certo stare tranquilli. Spero davvero che non si aspettino numeri preoccupanti di risalita del contagio per intervenire». Ad affermarlo è Maria Rita Gismondo, direttore di microbiologia clinica e virologia dell’ospedale Sacco di Milano,  su Il Fatto quotidiano.

Gismondo: «Anche i supermercati hanno allentato i controlli»

«Dentro gli esercizi commerciali autorizzati», scrive Gismondo, «si entra in numero controllato. E fuori, sul marciapiede, però, ci sono agglomerati di persone. Anche i supermercati hanno allentato i controlli. Seppur con mascherina e guanti e dopo il controllo della temperatura corporea, il numero di clienti è aumentato vertiginosamente. Dal momento in cui dovessimo accorgerci di un’inversione del trend, dovremmo intervenire immediatamente. E da quel momento dovremmo per giorni aspettarci un aumento di malati e decessi, fino a ritrovare i benefici di nuovi interventi restrittivi. È il modello cinese di Wuhan, prima città focolaio del SarsCov2, che ci piaccia o no».

Le conseguenze possono essere molto gravi

Lo studio «Report 20: uso della mobilità per stimare l’intensità di trasmissione di Covid-19 in Italia: analisi a livello regionale e scenari futuri è pubblicato sul sito dell’Imperial College. Spiega che cosa accadrebbe – evidenzia Gismondo – se l’Italia oggi tornasse all’improvviso alla normalità dopo l’emergenza, seppur solo parzialmente, come prima del blocco dell’intero Paese causa epidemia di Covid-19. Se il 20% dei cittadini tornasse a mobilità e comportamenti come quelli di prima del lockdown che ha chiuso l’Italia, e senza le dovute precauzioni, ci potrebbero essere tra i 3.000 e i 5.000 decessi in più. Se invece a farlo fosse il 40%, le nuove vittime potrebbero essere fino a ulteriori 23.000. È certamente uno degli scenari peggiori, come gli stessi ricercatori inglesi affermano, ma possibile».

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Emergenza Coronavirus

In evidenza

News dalla politica