Rovazzi, straziante annuncio: «Addio nonno. Ho fatto l’impossibile. Ma il maledetto virus ti ha bussato alla porta»

venerdì 3 aprile 13:48 - di Chiara Volpi
Fabio Rovazzi foto Ansa

«Ho sperato nell’impossibile, ho creduto fino all’ultimo che fossi l’unico in grado di scampare a quella maledetta figura oscura con la falce in mano. Mi sbagliavo. La morte piano piano prende tutti. Non capisco perché debba prendere sempre prima del dovuto tutti quelli a cui tengo. Ho fatto il possibile, l’impossibile, l’impensabile… ma alla fine questo maledetto virus ti è venuto a bussare alla porta»… È questo il triste incipit con cui il cantante Fabio Rovazzi ha dato su Instagram l’annuncio della scomparsa dell’amato nonno. Anche lui portato via dal coronavirus. Sono giorni drammatici, quelli che stiamo vivendo in Italia. Per tutte le famiglie, travolte come quella dell’artista da un nemico impietoso che non guarda in faccia a blasone, affetti, speranze. Tanto che, lo stesso Rovazzi nel suo triste epitaffio al nonno appena deceduto scrive: «Fidati quando ti dico che non te lo meritavi»…

Rovazzi, straziante addio all’amato nonno morto a causa del coronavirus

Nel suo accorato ricordo del nonno, il cantante 26enne, che recentemente ha esordito nel cinema, prosegue: «Con te ho passato gran parte della mia infanzia. E credo che tutto quello che sono oggi per la stragande maggioranza lo devo a te. Sei l’uomo che mi ha insegnato tutto. Mi hai insegnato che la fortuna non esiste. Mi hai insegnato che la tenacia e la forza di volontá sono alla base di tutto. Sei partito da gommista e sei volato in Argentina. Diventando dirigente di una delle più grosse multinazionali del mondo. Sei sempre stato il mio esempio di vita. E lo sarai sempre nonostante l’assenza di quest’ultima». E ancora: «Dentro di me sapevo che prima o poi questo giorno sarebbe arrivato ma… scusami: non riuscirò mai ad abituarmi a queste cose». all’ineluttabilità della morte. Ma anche alla ferocia letale di questo virus che colpisce nell’ombra. Infierisce su corpi e affetti. Stravolge vite e famiglie.

Una presenza, un affetto, un esempio indimenticabili…

Così, il cantante che, solo un anno fa, ha dovuto affrontare la scomparsa del padre, si aggrappa in questi momenti di dolore ai ricordi. Agli insegnamenti del nonno. A quell’impronta del cuore, indelebile, che il nonno ha lasciato su di lui. E scrive: «Tramandare i ricordi è stato fondamentale per te. Penso che tu sia l’unico nonno al mondo che in eredità mi ha lasciato terabyte di video storici di famiglia. Con annesse lettere e spiegazioni di ogni situazione». E infine: «Sei sempre stato orgoglioso di me. Ma non ti sei mai reso conto che quello che sono diventato è solo grazie a te». Un addio forte. Sentito. Che si aggiunge a quello di tanti italiani stravolti e martoriati dal coronavirus. A quelle terribili immagini dei carri armati dell’Esercito che traghettano salme in altre città, disponibili alla cremazione. Perché oggi, lo spazio per i defunti si estende tragicamente. E la dimensione del dolore oltrepassa i confini dell’immaginabile.

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