L’Accademia della Crusca: la scuola non è un video online. Si torni in aula il prima possibile

giovedì 23 Aprile 17:53 - di Redazione

La scuola non è un video. Questo sintetizzato all’osso il messaggio lanciato dall’Accademia della Crusca che auspica un ritorno presto alle aule. E sottolinea i limiti e le criticità della didattica a distanza. Sul sito ufficiale dell’Accamdemia si annuncia una prossima pubblicazione sull’argomento. ” “Abbiamo il piacere di segnalare – si legge-  che domani verrà pubblicato nella sezione “Il Tema del mese”, il nostro Documento per la ripresa della vita scolastica.

Accademia della Crusca: la scuola non è un video

Il documento vede le firme di tre personaggi di spicco del mondo della cultura. Lo studio sulla ripresa della vita scolastica “dal vivo” è firmato da Rita LibrandiClaudio Giovanardi e Francesco Sabatini. Ed è promosso dall’Accademia della Crusca e dall’Associazione per la Storia della Lingua Italiana. L’Asli riunisce i docenti, borsisti e ricercatori di storia della lingua italiana e di linguistica italiana. “Auspichiamo che questo documento possa sviluppare una discussione. Nella società e nella scuola, sulle opportunità, ma anche sui limiti e i rischi, di un uso prevalente e non sufficientemente meditato della formazione a distanza.

Tutti i difetti della lezione via web

Gli illustri linguisti ricordano che “gli stessi insegnanti stanno denunciando i limiti dell’insegnamento a distanza. Limiti peraltro già da tempo sottolineati dagli esperti di pedagogia e didattica”. I difetti riscontrati da più parti “sono tanti” e vengono ricordati perché ciò “non è inutile”. “L’insegnamento via web non consente di verificare con immediatezza la risposta degli studenti alla lezione. E il loro grado di comprensione dei contenuti esposti. La distanza rende più difficile valutare la giusta distribuzione temporale delle fasi di insegnamento. E di apprendimento. Anche per la ridotta interazione tra chi parla e chi ascolta. Si annullano, o almeno si riducono la socializzazione e il lavoro di squadra”. “La distanza – spiegano –  impedendo che la classe funzioni come modello di interazione virtuosa tra i ragazzi. E tra generazioni diverse in un fecondo scambio reciproco. Si riduce la fisicità dell’insegnamento, che non riguarda solo la gestualità con cui accompagna le spiegazioni. Ma anche l’abilità manuale guidata fisicamente. Che non può essere dimenticata nell’apprendimento della scrittura”.

“Molti sono ormai gli studi hanno dimostrato quanto sia importante, per lo sviluppo delle capacità cognitive, conservare l’apprendimento della scrittura manuale. Non disperdendola a favore di quella digitale”, sottolineano Rita Librandi, Claudio Giovanardi e Francesco Sabatini.

L’appello a tornare in aula

Gli aspetti negativi” di una didattica a distanza “non riguardano l’uso sapiente delle tecnologie informatiche nell’istruzione. E la possibilità di integrare l’insegnamento con le risorse del web. Che hanno dato e continueranno a dare un contributo di grandissima efficacia”.  L’appello dell’Accademia della Crusca e dell’Asli “va a coloro che devono, appena possibile, garantire un ritorno migliorato all’attività educativa ordinaria. In analogia a quanto si cerca di fare nel settore sanitario”.

Commenti

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  • federico 24 Aprile 2020

    Quelli sono rimasti ai tempi della crusca. Tipico esempio di ente inutile. Drastico taglio di stipendio, demansionamento e inserimento in attività in cui possano rendersi utili.