La Disney licenzia 200 italiani in Florida: «Aiutateci a tornare a casa». Ma Di Maio dorme

mercoledì 15 Aprile 15:07 - di Giorgia Castelli
Disney

Anche il mondo di Disney World ed i suoi parchi di Orlando in Florida si sono fermati a causa del coronavirus. Tra i tanti che si sono trovati di punto in bianco senza lavoro ci sono anche duecento ragazzi italiani. E così il loro sogno si è trasformato all’improvviso in un incubo. Entro il 18 aprile dovranno lasciare la casa dove abitano e hanno tempo un mese per abbandonare gli Usa. Ma non si riesce a trovare un volo di linea che li riporti a casa. A lanciare l’appello dalla sua pagina Facebook il 13 aprile è stato un giovane bresciano, Federico Arca, originario di Pisogne (Brescia). La Farnesina è stata informata ma ancora non arrivano risposte concrete.

Disney, il messaggio di Federico Arca

«Il mio messaggio deve essere portavoce per circa 200 ragazzi che come me lavoravano per il colosso “Walt Disney World” a Orlando, Florida. 140 di noi nel parco Epcot e i rimanenti 60 circa in Disney Springs, marketplace Disney». Ha spiegato in un post su Facebook Federico Arca. «Sono – ha aggiunto – un ragazzo di Pisogne, in provincia di Brescia. Mi sono trasferito qui lo scorso 12 settembre per un’esperienza di “rappresentanza culturale” in un ristorante di Disney Springs. Con un visto Q1 di 15 mesi valido solo per il contratto con Patina Restaurant Group».

Disney, l’emergenza coronavirus

«Dopo lo scoppio del Covid-19 e le preoccupazioni legate alle situazioni dei nostri familiari in Italia siamo stati contattati dal nostro management aziendale. Che ha rapporti con il residence dove viviamo “Venetian Isle”, per comunicarci che Disney aveva preso la decisione di chiudere i battenti ma di non allarmarsi. Il nostro contratto sarebbe stato rispettato e saremmo stati comunque pagati 8.40 dollari l’ora per 36 ore settimanali. E ci sarebbe stata garantita massima sicurezza nella nostra casa attendendo una futura riapertura».

Disney World, la testimonianza

Il giovane ha proseguito: «La settimana successiva a quella dello scoppio del virus anche negli Stati Uniti siamo stati nuovamente convocati dal manager per avere informazioni sulle nostre situazioni. Ha rincuorato, anche chi nel frattempo si era allarmato e aveva cercato voli per tornare a casa. Dicendo loro “ho bisogno di voi quando riapriremo”. Sabato 11 aprile, siamo stati convocati un’altra volta di fronte alla nostra reception».

L’amara sorpresa

Ma questa volta il messaggio era ben diverso: «Disney World ha deciso di terminare ogni programma. Dovete lasciare i vostri appartamenti entro il 18 aprile ed entro un mese gli Stati Uniti», gli è stato detto. «La Farnesina sta lavorando per organizzare un volo per noi per tornare a casa, in via straordinaria, senza esporci al rischio di passare per New York. Gli unici voli programmati ad oggi per l’Italia partono da New York e i prezzi sono dai 1800 dollari a salire per quanto riguarda la tratta non garantita Orlando-New York, garantiti per New York-Roma Fiumicino».

«Nessun volo»

Inoltre, ha spiegato, «nelle scorse ore ci è arrivata una mail dalla nostra referente del management Patina che dice che la Farnesina non organizzerà nessun volo “speciale” per Fiumicino. Un volo privato per 200 persone costerebbe circa 400mila dollari da dividere per 200 persone solo l’organizzazione di una tratta straordinaria dunque non voglio pensare agli altri costi…». «Ci verrà inviato un sussidio economico dall’azienda che probabilmente non coprirà nemmeno il costo di questo viaggio della speranza. In più siamo invitati a cominciare a guardare siti e prenotare».

«Da soli allo sbaraglio»

Il sito di “Delta” (unica compagnia per la tratta Orlando-New York), ha concluso Arca, «segnala che ogni volo è in overbooking o non confermato fino almeno al 19 aprile, noi dobbiamo lasciare casa il 18 mattina. Siamo lasciati allo sbaraglio in una terra non nostra, in cui ci è stata pure tolta la casa che stiamo pagando fino all’ultimo centesimo. Sono stato cacciato dalla Florida durante un’esperienza che doveva essere la più bella della mia vita ma che si è trasformata in un incubo che al momento pare senza fine. Il mio appello deve essere per l’Italia, per la mia nazione, che non voglio mi lasci in mezzo alla strada. Ora siamo 200 ragazzi che non hanno una possibilità fisica di tornare al proprio Paese».

La situazione non si sblocca

Su Fb, come riporta La Stampa, c’è anche la testimonianza di Andrea Venditti. «Il 6 aprile Disney ci informa che i nostri programmi erano stati cancellati e che, entro il 18 aprile, avremmo dovuto lasciare gli housing.  Ovviamente, avremmo dovuto provvedere noi stessi per i nostri voli di ritorno a casa». Il problema è economico. I biglietti Alitalia, «unica compagnia che garantisce almeno un volo giornaliero per rimpatriare gli italiani» hanno costi troppo alti e oscillano continuamente.

La Farnesina

E mentre la Farnesina, «sta cercando di fare il possibile per provvederci un volo di rientro al prezzo più basso possibile». Ma la situazione non si sblocca. Il 13 aprile, racconta Andrea, mentre il gruppo era in attesa di notizie dal ministero degli Esteri, il costo del viaggio è passato in meno di mezz’ora da 480 a 900 dollari. «E noi tra pochi giorni saremo in strada, in un altro Paese, con un virus letale in giro».

L’allarme delle famiglie

Le famiglie sono in allarme: «Mia figlia fa parte di un gruppo di circa 200 ragazzi che non riesce ad avere risposte concrete, da una settimana, dalla Farnesina, per poter rientrare in Italia, da Orlando-Florida – ha scritto l’11 aprile Graziella Ippoliti da Santi’Elpidio a Mare – Tra poco questi ragazzi, saranno pure senza copertura sanitaria. I voli a tariffa speciale da sito indicato della Farnesina solo per il ritorno sono “gentilmente” offerti a circa 2000 dollari. È una vergogna».  Come riporta Askanews, il Consolato generale d’Italia Miami è in costante contatto con i ragazzi ed è al lavoro senza sosta per prestare ogni possibile assistenza e identificare itinerari utili di rimpatrio.

L’intervento di Lorenzo Fontana

Sulla vicenda è intervenuto il deputato ed ex ministro per gli Affari Europei Lorenzo Fontana, vicesegretario federale della Lega per l’emergenza Covid-19. Fontana ha spiegato di avere ricevuto «alcune segnalazioni, lettere e messaggi preoccupati da parte di suoi conterranei veneti con figli coinvolti nei licenziamenti collettivi messi in atto da Walt Disney World, a Orlando, in Florida». “Licenziamenti”, ha aggiunto, «purtroppo accompagnati dallo “sfratto” dagli alloggi destinati ai lavoratori del parco».

«Di Maio che cosa stai facendo?»

Fontana ha chiesto al ministro degli Esteri Luigi Di Maio «se già non abbia provveduto, di organizzare quanto prima voli di rientro. Garantendo la massima tutela della salute dei nostri connazionali, che saranno lasciati fuori casa nello spazio di pochi giorni».

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