Coronavirus, Rampelli dà la sveglia a Di Maio: «Un danzatore italiano non riesce a tornare»

venerdì 14 Febbraio 15:35 - di Redazione
Rampelli

«Sembra paradossale ma è vero. La ricerca sul virus si stia mostrando più veloce della ricerca e del rimpatrio degli italiani in Cina. Ci sono casi di nostri concittadini – di cui siamo venuti a conoscenza – che confermano la totale inadeguatezza del sistema nazionale e internazionale». Un sistema che non è capace di agire «per il recupero degli stranieri al di fuori della zona rossa, Wuhan». A denunciarlo è Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera dei deputati.

Rampelli a Di Maio: «Gli italiani non vanno lasciati soli»

La vicenda vede come protagonista un giovane danzatore italiano. È il primo solista della compagnia della città di Kung Ming, in Cina da un anno e mezzo. «Non riesce a rientrare in Italia. È bloccato nel suo quartiere, un compound, grattacieli collegati tra loro e circondati da cancelli ora presidiati dai militari. Si tratta di Gabriele De Fazio», spiega l’esponente di Fratelli d’Italia. «Ha 22 anni, costretto a permanere a Kung Ming perché il ministero degli Esteri ha riferito ai genitori che lo Stato non può coprire le spese per i connazionali in Cina al di fuori di Wuhan. Cioè, della zona rossa».

In molti nella stessa drammatica situazione

Rampelli ha inviato un’interrogazione al ministro degli Esteri,  Luigi Di Maio. «Non può muoversi autonomamente perché, se prende un aereo locale per raggiungere l’aeroporto di Canton, rischia di essere prelevato dalla polizia e messo in quarantena. Nel suo compound vivono musicisti stranieri che si trovano nella stessa drammatica situazione. Possibile che non si riesca a creare una forza internazionale intergovernativa che metta a disposizione aerei ponte prelevi gli stranieri che vogliono uscire dalla Cina e farli arrivare in Occidente?».

«Fornire gli aerei di stato per favorire il ritorno»

«Ci troviamo di fronte a una situazione drammatica», incalza Rampelli. «Una situazione sulla quale tutti gli sforzi si concentrano sul problema sanitario trascurando colpevolmente l’assistenza dei nostri connazionali che vogliono rientrare. Chiediamo al ministro Di Maio – conclude – di fornire aerei di Stato a tutti gli italiani che si trovano in Cina anche al di fuori della zona rossa».

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