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Ingroia a testa bassa contro il suo ex-imputato. E cerca l’indignazione degli italiani

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  1. npol ha detto:

    Concordo in pieno con “honhil”. Utilizzando il concorso esterno in associazione mafioso, una certa “magistratura” è riuscita a sovvertire gli equilibri politici del nostro paese, condizionando le scelte democratiche dei cittadini. Non dimentichiamo che dopo l’episodio Contrada, anche il governo Berlusconi fu travolto da un’inchiesta che aveva come imputazione il concorso esterno in associazione mafiosa, per fatti che, paradossalmente, si sarebbero verificati un decennio prima dell’inchiesta, quando il cavaliere non era ancora sceso in politica. Ci sarebbe da chiedersi: ma questi solerti giudici che cosa facevano nei dieci anni intercorsi fra il “reato” e l’apertura dell’inchiesta? La domanda sorge spontanea: può essere che hanno voluto colpire un avversario politico che aveva disturbato Occhetto nella realizzazione della sua gioiosa macchina da guerra?

  2. Alberto Candidi ha detto:

    La disaffezione dei comuni cittadini verso la politica e le sue istituzioni e’ causato in gran parte dalla Magistratura Italiana, che organizzata e strutturata come una setta o una loggia massonica, calpesta tutti I giorni prima il sentimento popolare e poi la Costituzione. Il risultato e’ che il cittadino abbandonato a se stesso e’ preda dell’egoismo e del nichilismo. Avulso dalla politica, espropriato della verita’ e della liberta’ quello che viene meno e’ proprio il sentimento di giustizia e del patto sociale che ne e’ alla base. La corruzione della coscienze e e la vigliaccheria sono il risultato piu’ evidente.

  3. honhil ha detto:

    E’ stato maciullato in forza di un capzioso teorema ideologico: e mentre ciò avveniva, i magistrati titolari dell’inchiesta e della successiva “ingiusta condanna”, dai talk show (anche quelli messi in onda da mamma Rai) in cui faceva da padrone la solidale compagnia di giro, portavano avanti la loro narrativa obbrobriosa senza capo né coda. Ma che aveva lo scopo di indottrinare una fetta, quanto più possibile ampia, di opinione pubblica al fine di preparare l’avvento al potere di Occhetto: che intanto si ingegnava a progettare e a costruire la sua gioiosa macchina da guerra. In resto è storia. Tuttavia, l’idea originaria di arrivare al potere tramite la forza delle falangi rosse non è mai stata accantonata: e da ciò gli innumerevoli processi e le conseguenziali disastrose determinazioni che le ultime sentenze nei processi di mafia hanno messo in luce. Fino ad arrivare allo ‘scandalo del mercato delle toghe e gli accordi sottobanco tra magistratura e politica’.

di Redazione - 8 Aprile 2020