Il papà di Emanuele Renzi, morto di coronavirus: «Quel suo ultimo messaggio mi fece capire tutto»

8 Apr 2020 11:36 - di Redazione
Emanuele Renzi

Quando Emanuele Renzi si era ammalato di coronavirus, la sua famiglia aveva sperato sino alla fine. Era un ragazzo alto e robusto, aveva uno sguardo profondo e un grande sorriso. Tutti pensavano che fosse forte e che avrebbe sconfitto il nemico invisibile. Invece è morto in un letto della Terapia intensiva dell’ospedale di Tor Vergata a Roma, ucciso dall’infezione da Covid-19.

L’ultimo straziante messaggio di Emanuele Renzi

«L’ultimo messaggio di mio figlio è stato “Papà, ho paura”. Lo stavano per portare in terapia intensiva e io non sono stato capace di rispondere. Ho solo capito che stava cedendo». Così a “Porta a Porta” Gabriele , papà di Emanuele Renzi, il 34enne originario di Cave, piccolo centro di Roma, morto per il coronavirus.

Era tornato da un weekend a Barcellona

«Il 6 marzo scorso aveva fatto un weekend di tre giorni a Barcellona. Ed è tornato malato», spiega il padre.  Il giorno dopo il suo rientro è andato al lavoro presso un call. Ma quasi subito ha accusato i primi sintomi della malattia ed è rimasto a casa per sei giorni con la febbre e problemi respiratori.

I primi sintomi

«Emanuele ha cominciato ad avere sintomi influenzali, mal d’ossa. Pensavano fosse un’influenza e ha preso farmaci da banco, antipiretici. Poi il lunedì successivo ha iniziato ad avere difficolta nella respirazione».

La crisi respiratoria di Emanuele Renzi durante la notte

«Aveva tosse secca», racconta ancora il papà di Emanuele Renzi. «È stato ricoverato il 16 marzo», dice ancora Gabriele Renzi. «Il 18 è stato intubato e nella notte tra sabato e domenica mi hanno detto che aveva avuto una crisi respiratoria». Sì, quella notte, quella maledetta notte era deceduto.

«Ho parlato con suo figlio»

«Una delle cose più dure è stata quella di dire al figlio di Emanuele, mio nipote, che il papà non sarebbe tornato». L’autopsia  ha mostrato che il giovane era in buona salute e non aveva alcuna malattia che possa aver peggiorato le sue condizioni. Si tratta della prima vittima under 35 del Lazio.

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