I Forconi a Casini: «La classe dirigente fa vergogna, cacceremo Conte e tutti gli altri»

23 Apr 2020 8:26 - di Paolo Sturaro
forconi

Il linguaggio è sempre lo stesso. Così come la consuetudine di fare di tutta l’erba un fascio. «Volevamo rassicurare Casini che i “Forconi” certamente ripartiranno. Ma con una variabile rispetto alla sue facili previsioni». Si parte del rischio che le partite Iva – dopo il fermo obbligato – si debbano indebitare. «E per di più a discrezione della banca». Questo cosa «comporterà la chiusura di migliaia di imprese, mentre al resto degli italiani, a cominciare proprio dai privilegiati della politica, arriva regolarmente lo stipendio sul conto pur con una prestazione pari quasi allo zero».

Forconi: tutti via, senza badare all’appartenenza

«Forconi non si attrezzeranno per venire a Roma per cacciare solo Conte ma tutti, senza guardare all’appartenenza». Ad affermarlo all’Adnkronos è il leader siciliano, Mariano Ferro. Lo spunto gliel’ha dato Casini, che – nel parlare della possibile fine del governo Conte – ha usato l’espressione: «Rischierebbe di essere cacciato con i forconi».

«La classe dirigente ci fa vergognare»

«Con una classe dirigente che ormai ci fa vergognare nei confronti del pianeta», aggiunge, «nessuno ha il diritto di puntare il dito contro l’altro. Se l’Italia è come non mai a un passo dalla guerra civile», continua il leader dei Forconi, «lo si deve a tutti quelli che l’hanno massacrata approvando i tagli alla sanità rivelatisi tragici, la chiusura di ospedali e più in generale il decadimento verso la povertà e le diseguaglianze sociali che oggi presentano il conto al Paese».

Non c’è solo un capro espiatorio

«Le colpe gravi non hanno un solo capro espiatorio», continua. «E Conte, che non intendiamo assolutamente difendere, in queste gravissime responsabilità politicheper la tenuta del paese è solo l’ultimo arrivato». Le attività produttive del Belpaese pretendono da tutte le forze politiche la stessa facile liquidità che è lo stipendio di un parlamentare. Che tra l’altro, va ricordato, poco o nulla ha prodotto in questi due mesi».

Forconi danno “l’assaggio” a Casini

«Vorremmo anticipare a Casini e ai suoi colleghi», conclude il leader dei Forconi,  «chese qualcuno chiederà agli italiani di fare ulteriori sacrifici, com’è ovvio che sarà, i primi a darsi da fare in maniera importante non potranno non essere proprio i responsabili delle politiche economiche del paese».

Commenti

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  • federico 23 Aprile 2020

    I forconi hanno molte ragioni, ma dimenticano due cose: primo, i politici sono quelli che noi eleggiamo. Se avessimo votato per Togliatti invece che per De Gasperi, e rifiutato il Piano Marshall, saremmo stati poveri come gli stati comunisti. Se abbiamo cacciato via con ignominia i politici che ci avevano dato 40 anni di pace e crescita, è colpa nostra. Secondo, i forconi dimenticano i manager: da 30 anni hanno preso il potere pessimi manager, indegni di questo nome, che hanno portato alla morte buona parte dell’apparato industriale italiano, e reso le banche tutt’altro che un fattore di crescita.

  • sergio la terza 23 Aprile 2020

    chiunque sia,forconi o non,ci sia una qualsiasi forza di popolo a mandare a CASA i cialtroni mangia stipendi.Alla GOGNA!!!!!

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