Gambizzato per vendetta: ha girato un video sulle violazioni della quarantena. Preso l’autore dell’agguato (video)

5 Apr 2020 10:42 - di Redazione
Vendetta e tentato omicidio di Scilla video da Youtube bis

Una spietata vendetta che poteva finire anche peggio. Messa in atto da conoscenti della vittima che, dopo averlo rintracciato, lo hanno gambizzato in casa. Dopo un tentativo di estorsione a cui ha resistito. Scatta immediatamente la caccia all’uomo. Rintracciato dai carabinieri e individuato un complice, l’autore del tentato omicidio di Scilla è stato fermato. È stato un video postato sulla rete a scatenare la rabbia che ha condotto D.S., già noto alle forze dell’ordine, a sparare nei confronti di un 45enne di Scilla, nella tarda serata del 3 aprile, a due passi dalla centrale Piazza San Rocco, nel silenzio che accompagna, in questo periodo, anche i luoghi tradizionalmente più popolari e animati delle città.

Vendetta per un video sui controlli della quarantena

Si tratta di un breve filmato, apparentemente uguale ai tanti che circolano sul web in questi giorni di chiusura forzata nelle nostre case, che riprende i numerosi controlli delle forze dell’ordine, finalizzate a verificare il rispetto delle normative in materia di contenimento epidemiologico. L’ignaro uomo, un impiegato del centro della costa viola, aveva però immortalato un congiunto. Un impiegato pubblico, in questo momento in astensione lavorativa per malattia, mentre la polizia lo sottoponeva ai controlli di rito. Sarà stata la paura di ripercussioni per la possibile violazione del riposo domiciliare. Magari insofferenza per quel video. O, chissà, sullo sfondo della vicenda, un senso di mancato rispetto per un cognome parecchio noto, fatto sta che l’uomo ha deciso istintivamente di dar luogo ad una vera e propria spedizione punitiva.

La spedizione punitiva

Originario di Scilla, ma residente a Reggio Calabria, accompagnato da A. L., 43enne anch’egli noto alle forze dell’ordine, si è recato direttamente presso l’abitazione dell’autore della pubblicazione, il quale ha aperto loro la porta di casa. I due, a quel punto, hanno tentato di estorcergli 2.000 euro quale risarcimento del torto subito e, ottenuto un rifiuto, il sospetto ha esploso 4 colpi di pistola, colpendo la vittima con un proiettile alle gambe, mentre il complice ostacolava il tentativo del malcapitato di ripararsi dietro il portoncino di ingresso. Al termine dell’azione ritorsiva entrambi sono fuggiti a piedi. Tornando alla propria autovettura, parcheggiata nelle vicinanze. I carabinieri, eseguiti i rilievi sul posto, raccolte testimonianze e dati informativi, una volta individuate le identità dei probabili autori, hanno avviato una serrata ricerca condotta sia sul capoluogo che nel comune, ingresso settentrionale dello Stretto.

La caccia all’uomo e al complice

Una vera e propria caccia all’uomo guidata dai militari della stazione di Scilla, perfetti conoscitori della rete relazionale della propria popolazione, supportati dalle unità del Comando provinciale di Reggio Calabria specializzate nelle investigazioni scientifiche e negli interventi risolutivi in situazioni critiche. Le ricerche incessanti e perquisizioni a tappeto nel cuore della notte in tutto il comprensorio reggino sono terminate ieri pomeriggio. Quando uno dei due indagati si è presentato presso la stazione carabinieri di Scilla. I carabinieri hanno poi fermato il complice, rintracciato a Scilla, da dove era sparito per tutto il tempo fino a quel momento. I due, tratti in arresto dai militari dell’Arma, dovranno rispondere di tentato omicidio ed estorsione, nonché di porto abusivo di arma da fuoco. Le indagini sono ancora in corso per delineare il quadro probatorio di un’azione tanto fulminea.

Le indagini in corso sulla vendetta “rusticana”

Gli accertamenti condotti infatti hanno evidenziato che in meno di mezz’ora i due indagati (ora ristretti presso il penitenziario di Arghillà) hanno sparato all’uomo e sono ritornati a Reggio Calabria. Naturalmente sarà approfondita anche la posizione del congiunto, la cui passeggiata fuori casa durante la malattia è divenuta un vero e proprio casus belli, risolto in maniera rusticana. Il ferito, fortunatamente in buona salute, ricevute le cure del caso presso l’ospedale di Reggio Calabria, ha potuto far rientro al proprio domicilio.

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