Fusaro: “Non vogliono che si torni alla normalità. Il virus rafforza il potere e neutralizza il dissenso” (video)

17 Apr 2020 11:32 - di Stefania Campitelli
Fusaro

Un nuovo attacco alla dittatura del politicamente corretto. Anzi del globalisticamente corretto. Diego Fusaro nell’ultimo dei suoi “lampi quotidiani” punta l’indice contro la vulgata della “sindrome della riapertura”. Titolo esemplare dell’ultima puntata di Otto e mezzo. Il filosofo denuncia lo strapotere del circolo mediatico. E del “clero giornalistico” che seguono il globalisticamente corretto. Insomma forniscono le pezze d’appoggio all’ideologia dominante. Come sosteneva Marx. Le idee che risultano dominanti sono quelle delle classi dominanti. Il titolo surreale scelto Otto e mezzo la dice lunga. “Voler tornare alla normalità è una malattia”, dice Fusaro nel video che corre sui social. “Vietato uscire dall’incubo che qualcuno vorrebbe sine die. Perché al potere giova l’emergenza, perché lo rende più forte. Non c’è opposizione come nella camera oscura di Marx”.

Fusaro: vogliono uno Stato di polizia

“La sindrome è di quei pazzi che vogliono tornare a vivere. Lavorare,  uscire dagli arresti domiciliari. Affidare anima e corpo ai virologi televisivi, al potere politici di chi non è stato eletto. Di quelli che continuano a dire che nulla sarà più come prima. Che bisogna convivere con il virus. E che i rapporti di forza saranno riplasmati per sempre”. La tetra fotografia del docente di filosofia continua. “Reclusione totale. Niente spazi pubblici, niente proteste. Insomma uno Stato di polizia. Fino a quando? Fino al 2025 dicono i soloni di Harwaard. Guai a chi prova a dissentire con narrazioni alternative”. Poi attacca ad alzo zero la dittatura delle notizie. Sì. Il grande fratello televisivo. Che ci racconta che Sepulveda è morto per il coronavirus. “Viene da ridere se non ci fosse da piangere…”.

Commenti

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  • Menono Incariola 17 Aprile 2020

    Una delle poche menti attualmente lucide, insieme a Borghi e Bagnai.
    Ottima la scelta del “Secolo” di ripubblicare questo intervento, anche per screditare le demenziali uscite della Federazione Editori di Giornali circa la “responsabilita” di Telegram. Credo sia importante costruire e mantenere una rete informativa AUTOREVOLE, alternativa alle “reti ufficiali” e alla loro ARROGANTE PRETESA di essere le sole a dare “notizie vere”, spacciando come false quelle di altra provenienza, notizie che, SPESSO E VOLENTIERI HANNO SMASCHERATO LE BUFALE DI REGIME.

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