Fase 2, Marsilio: “Condivido i timori: serve gradualità. Va evitata l’onda di contagi al Sud”

sabato 18 aprile 14:12 - di Redazione
fase 2

Cautela e necessità di tutelare tutti. Il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, ha lanciato un appello al buon senso nella gestione della Fase 2, sottolineando che con “una ripartenza ampia nelle regioni più colpite dal virus” si rischia di “esportarlo in quelle regioni meno colpite”. “E credo – ha sottolineato il governatore – che nessuno voglia questo”.

Marsilio: “Riaprire con gradualità sarebbe più prudente”

“Non c’è una ricetta pronta, una soluzione definitiva. Si sta ancora discutendo e studiando. Quando poi ci saranno delle decisioni allora si potrà valutare e decidere cosa fare”, ha premesso Marsilio. L’esponente di FdI ha quindi chiarito di condividere “la preoccupazione che se vi è una ripartenza ampia nelle regioni più colpite dal virus, c’è il rischio di esportarlo in quelle meno colpite”. “Quando la situazione sarà più sotto controllo, allora si potrà decidere cosa fare. Riaprire con gradualità sarebbe più prudente. Prima magari quelle attività strettamente legate al territorio, ma tutto – ha avvertito il governatore – deve essere fatto nel rispetto delle misure di sicurezza. E a tutela dei lavoratori e dei cittadini tutti”.

Nella Fase 2 evitare “l’onda di contagio dal Nord al Sud”

“Per qualsiasi decisione la commissione di studio e il governo dovranno tenere conto delle differenze territoriali – ha chiarito l’esponente di FdI – e dei diversi gradi di contagio, altrimenti si rischia che i territori fino ad ora meno esposti, diventino quelli più a rischio di una nuova esplosione del contagio. Un’apertura sconsiderata porterebbe, a mio avviso, ad un’onda di contagio che dal Nord andrebbe verso il Sud, come è accaduto all’inizio quando è stata istituita la zona rossa in Lombardia e migliaia di persone si sono riversate al sud: studenti fuori sede, operai e quant’altro che hanno preso d’assalto treni e pullman per tornare nelle regioni di appartenenza e ben pochi di loro, anche se richiesti, si sono registrati sui siti delle regioni per eventuali controlli”.

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