Virus, e se per una volta fosse la bistrattata sanità del Sud a farci uscire dal tunnel della paura?

12 Mar 2020 12:18 - di Mario Landolfi
virus

«Se furon vane le pinze, valsero i denti». È il motto che si legge nel cimitero militare di Redipuglia sul cippo dedicato ai soldati del Genio guastatori della Grande Guerra. È il doveroso omaggio a uomini che i reticolati nemici, in mancanza di tronchesi, li spezzavano a morsi. Più o meno quel che accade in queste ore a Napoli nella guerra contro il virus cinese. Non sono certo guastatori gli oncologi Paolo Ascierto, Enzo Montesarchio, Franco Perrone e Roberto Parrella – in forze rispettivamente al Pascale e al Cotugno – ma il loro ingegno è riuscito ad avere ragione della cronica carenza di mezzi che tormenta, e non da ora, la sanità meridionale. Se nelle prossime ore la lotta al coronavirus potrà contare su un alleato, forse decisivo, sarà merito loro.

L’ingegno di 4 oncologi più forte delle storiche carenze sanitarie

Prima, infatti, nessuno in Italia aveva preso in considerazione il tocilizumab. È un farmaco già in circolazione e usato con successo per contrastare l’artrite reumatoide e che l’ingegnoso quartetto partenopeo, da anni impegnati nell’utilizzo dell’immunoterapia con i loro pazienti, conosce bene. Soprattutto ne ha intuito il potenziale nel trattamento delle complicanze del coronavirus perché già sperimentato per contrastare quelle derivanti dalla terapia con le cellule Cart-T in alcuni tipi di tumori. La più grave, spesso persino letale, è la sindrome da rilascio citochimica. E così, una volta scoperto che a Wuhan il Covid-19 lo combattono anche con il tocilizumab, realizzano un vero ponte scientifico con i loro colleghi cinesi con relativo scambio di dati e informazioni. La conferma arriva: il prodotto funziona anche contro il virus.

Da Wuhan a Napoli la via per sconfiggere il virus

I quattro non perdono tempo e decidono di applicarla su otto pazienti in terapia intensiva. Tutti, tranne uno, con patologie pregresse. Pare che funzioni. Il primo paziente è stato già estubato e oggi stesso, probabilmente, tornerà in reparto. Per tutti gli altri la respirazione migliora. Il protocollo che traccia l’identikit dei candidati adatti alla terapia si chiama Tocivid-19. Deve ora avere l’ok dell’Aifa. Ascierto pressa: «È importante che l’utilizzo del tocilizumab venga esteso quanto prima. Così potremo salvare altre vite». Giusto. Con la speranza che, grazie a lui e ai suoi colleghi, sia questa volta la tanto bistrattata sanità del Sud a tirare la volata per far uscire l’Italia dal tunnel della virus e della paura. Gliene saremmo grati tutti.

Commenti

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  • Corrado Porreca 22 Marzo 2020

    I grandi innovatori hanno sempre incontrato i maggiori ostacoli proprio dove dovrebbero incontrare solo appoggi. Viene in mente Ignaz Semmelweis.

  • Elena Tranquillo 22 Marzo 2020

    Usiamolo in Lombardia su tutti i pz .vi prego insistete contro le teste scientifiche ( per modo di dire) lombarde provateci!?

  • Antonio Ausiello 13 Marzo 2020

    Non ho commenti particolari e non mi sento di polemizzare con il Nord. Il tempo innalzerà ad eroi i nostri professori/scienziati da premiare con il Nobel per la loro intuizione e per avere sconfitto questo maledetto virus che tanto male ci sta facendo. Grazie ad Ascierto, a Montesarchio, a Perrone ed a Parrella.

  • Sergio Coppola 12 Marzo 2020

    Da orgoglioso Campano,
    Il fato a voluto che fossero ricercatori napoletani ad intuire la strada da seguire ma
    vorrei estendere a tutta la sanità pubblica italiana i complimenti ed il ringraziamento
    per l’impegno profuso con sacrificio personale.
    Ho visto foto di medici ed infermieri sfiniti da turni interminabili,dormire sulle sedie o addirittura per terra.
    Grazie,grazie,grazie………

  • Cecconi 12 Marzo 2020

    “Virus, e se per una volta fosse la bistrattata sanità del Sud a farci uscire dal tunnel della paura?”

    Come ho già scritto su questa testata che ha dato la notizia alcuni giorni orsono, credo sia stato l’unico organo di stampa a farlo, la ottima riuscita di tale terapia mi rederebbe davvero felice in quanto italiano. Non sono del sud ma da italiano vado renderà felice non solo me ma dovrebbe rendere felici tutti gli italiani in quanto sarebbe un segnale fortissimo delle capacità e della qualità della nostra nazione a livello mondiale. Inoltre ho anche letto che saranno trattati come test 250 pazienti in tutta l’Italia compreso al Sacco di Milano, per me altra notizia ottima perché stiamo assistendo davvero un grande esempio e insegnamento di ciò che si deve intendere pronunciando il concetto “fare sistema”. Credo che questo sia la prima volta che si attua nella nostra recente storia e sarebbe un rafforzativo alla riuscita poiché gli altri ci tengono sempre d’occhio.

    In Bocca al Lupo ai vari teams e ad maiora.

  • Pietro Benigni 12 Marzo 2020

    Coraggio! Tutto va tentato. Se OK ringrazio i cinesi.

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