Le proposte del centrodestra per arginare il picco di contagi nel Lazio: non c’è tempo da perdere

23 Mar 2020 15:29 - di Redazione

L’emergenza sanitaria nazionale provocata dalla pandemia da Covid-19 impone alla Regione Lazio di misurarsi con una visione di lungo raggio. Che si affianchi alle misure di contenimento già attuate a livello nazionale.  A questo scopo le forze politiche di opposizione hanno stilato un documento per offrire un contributo in termini di idee e azioni da sviluppare.

Nel Lazio si attende ancora il picco

Nel Lazio la diffusione del contagio non ha ancora raggiunto i livelli del Nord. Ma si registrano incrementi importanti rispetto al periodo  (era il 5 marzo) in cui il centrodestra poneva il problema di un cambio di strategia. Il timore oggi è che, nonostante gli sforzi in atto, si stia sottovalutando la portata del rischio di picco nei contagi che potrà derivare dalla ondata di partenze verso il Centro Sud, iniziata nella notte tra il 7 e l’8 marzo che disvelerà il suo potenziale in questi giorni.

Il piano d’azione suggerito

Il piano d’azione che suggerisce il centrodestra nel Lazio si fonda su queste direttrici fondamentali:

– Strumenti di protezione (mascherine e dispositivi di protezione individuale) per il personale
medico/sanitario e per le categorie a rischio potenziale  verificando sul posto la loro effettiva distribuzione.
-Tampone e censimento dei soggetti a rischio (medici, infermieri, personale amministrativo del SSR, chiunque sia entrato in contatto nei precedenti 15 giorni con chi è stato contagiato, personale esterno addetto a funzioni di supporto delle strutture ospedaliere, personale addetto alla distribuzione alimentare, personale addetto alle farmacie e parafarmacie, personale addetto
ai sistemi di trasporto pubblico e privato, alla logistica e tutti coloro che devono entrare in contatto con altre persone per motivi professionali).
– Fabbisogno di personale medico/sanitario e importazione di conoscenze e aggiornamenti per i medici di base.

Utilizzare meglio la rete dei medici di medicina generale

– Messa sotto stretto controllo di tutti coloro che sono stati contagiati o che sono in quarantena attraverso tutti gli strumenti resi oggi disponibili dalle tecnologie digitali.
– Attivazione della rete dei medici di medicina generale (MMG) e dei pediatri di libera scelta (PLS) perché siano in grado di offrire le terapie necessarie in telemedicina ai positivi in casa al fine di ridurre l’accesso alle strutture ospedaliere.
– Realizzazione di un’unita di crisi (Unit Covid domiciliari) di medici esperti dedicata ai pazienti sintomatici domiciliari.
– Individuazione del sito per nuovi posti di terapia intensiva e ventilatori polmonari in modo da poterli attivare in pochi giorni qualora la curva dei contagiati dovesse crescere in modo esponenziale.
– Migliorare i sistemi di controllo sul rispetto delle direttive e ordinanze che impongono ai cittadini di restare a casa. In particolare è necessario ridurre il tempo delle file ai supermercati, alle farmacie e parafarmacie, e limitare il numero delle uscite per famiglia.
– Attivazione di una task force regionale con funzione di cabina di regia per gestire l’emergenza e rendere reattiva la risposta della strategia di contenimento.

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