“Fucili alzati” e “resa dei conti”: l’ex Br Balzerani infiamma gli animi ricordando i compagni morti

lunedì 30 Marzo 14:30 - di Federica Parbuoni
balzerani

Una data e un cuore rosso. Un nome e un cuore rosso. A 40 anni di distanza dal blitz dei carabinieri in via Fracchia, a Genova, l’ex Br Barbara Balzerani ha voluto ricordare così i compagni che persero la vita in quella occasione. Suscitando nei suoi follower centinaia di like e decine di commenti di applauso, incitamento ed esaltazione del terrorismo. Tanto che la Digos ha deciso di aprire un’indagine su possibili avvicinamente degli ambienti anarchici agli ex Br.

Balzerani infiamma gli animi

Il 28 marzo, giorno del blitz avvenuto nel 1980 in cui morirono i Br Riccardo Dura, Lorenzo Betassa, Piero Panciarelli e Annamaria Ludmann, Balzerani ha postato la data, con cuore a corredo: 380 like, 21 condivisioni, 66 commenti. Non risultano critiche. In compenso abbondano pugni chiusi, cuori rossi e frasi come “sono passati 40anni e noi non dimentichiamo… Non dimentichiamo mandanti ed esecutori della strage di stato! Onore ai compagni combattenti!“. O veri e propri avvertimenti come “mai dimenticare, bisogna conservare questa memoria nell’eventualità di una resa dei conti” e “alzare in alto i pugni e i fucili“.

Il ricordo del “comandante Roberto”

Il giorno dopo Balzerani, non nuova a uscite infelici, reitera. E posta la lapide di Riccardo Dura e scrive “fiori freschi e memoria viva”, con il cuore. Stavolta i like sono stati oltre 450, le condivisioni 32, i commenti 24. Anche in questo caso, molti pugni chiusi, diversi cuori, qualche fiore e anche una richiesta di sapere dove sia sepolto il “comandante Roberto”.

Non solo “leoni da tastiera”: indaga la Digos

Di per sé, reazioni di questo genere potrebbero essere derubricate a manifestazioni da “leoni (o esaltati) da tastiera”. Ma Genova è stata negli ultimi tempi teatro di diversi episodi preoccupanti, che spiegherebbero la decisione della Digos di andare più a fondo per capire se qualcosa si stia muovendo – e saldando – in quel sottobosco di cui i social potrebbero essere cartina di tornasole. Qualcuno di questi episodi è stato ricordato dall’agenzia Ansa, nel lancio in cui ha riferito dei post di Balzerani. Si va dalle scritte inneggianti alle Br comparse in città, anche in occasione della visita di Mattarella dello scorso anno, all’incendio appiccato a luglio in via Brigate partigiane, nel quale è stata danneggiata un’auto dell’Eni. Episodi che sono poi risultati essere legati tra loro, quando le forze dell’ordine hanno denunciato due anarchici considerati autori sia dell’incendio sia di alcune scritte pro brigatisti.

 

 

 

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  • anno 30 Marzo 2020

    Fatevi una grappa avete il cervello con troppa acqua