Col coronavirus ci hanno giocato per 25 lunghi giorni

mercoledì 25 marzo 6:00 - di Francesco Storace

Lo testimonia il tanto discusso (in queste ore) decreto sulla dichiarazione dello stato di emergenza. 31 gennaio scorso e per sei mesi, sino alla fine di luglio.

Il problema non è il decreto di quel giorno, ma delle pantomime dei giorni successivi. Fino al 25 febbraio, quando si adottò il provvedimento sulle zone rosse al nord.

Fino ad allora sembrava una festa dell’Unita’ con la gara a chi la sparava più grossa.

A Milano la passeggiata a Chinatown.

Zingaretti al famoso aperitivo nel capoluogo lombardo (e poi ci ha rimesso in salute).

A Firenze l’ideona dell’indimenticabile Dario Nardella con l’hashtag #abbracciauncinese.

Gli insulti ai governatori delle regioni del nord per aver detto che bisognava evitare di infettare le scuole a tutela dei bambini.

Il mantra “è solo un’influenza”.

Il dibattito come in una sezione del vecchio PCI (ma stavate al governo dell’Italia) sulle scuole le chiudiamo sì o no.

Anziché procedere con la quarantena per chi veniva dalla Cina – di qualunque Paese fosse, ovviamente – hanno inutilmente bloccato i voli diretti, dimenticando di andare a lezione di geografia per scoprire da quanti paesi si può passare per arrivare in Italia.

Siamo arrivati al punto che siamo stati schifati persino dalle isole Mauritius e che gli italiani sono trattati ovunque come appestati.

“Tutto a posto in Italia”

Lo scorso 30 gennaio ci fu chi rispose in televisione alla domanda su come  contrastare il coronavirus: “Vi assicuro che l’Italia ha adottato la linea di misure di cautela tra le più efficaci in Europa e forse a livello internazionale”. Migliaia di morti, presidente Conte. “Le misure più efficaci”. Pensi solamente a quanti angeli bianchi sono saliti in Paradiso.

Chiudevate il nord e aprivate i porti in Sicilia, non ce lo dimenticheremo mai. E la polemica continua contro l’opposizione, che bollavate come razzista. È dovuto intervenire Mattarella a dire a Palazzo Chigi di smetterla, come auspicavamo sia pure in una forma ancora più solenne lo scorso 26 febbraio sul nostro giornale.

Il guaio è che Conte ha continuato imperterrito con le sue dirette maniacali da facebook a tarda notte, per far morire d’ansia prima ancora che di Covid-19 il popolo italiano.

Ecco, ora tutti ai remi, ma quei 25 giorni resteranno impressi nella memoria di chi si è sgolato per richiamare il premier ai suoi doveri istituzionali. Giusto l’invito a restare in casa, ma si fanno le leggi in questo caso se si vuole ottenere l’effetto, e non decreti presidenziali. Per questo il decreto legge di ieri, che è altra cosa. Ma finora è stata una partita che Conte ha voluto giocare da solo e non col Parlamento. Speriamo che cambi davvero registro.

Commenti

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  • Claudio Mastroianni 27 marzo 2020

    Salve, ero interessato a leggere degli articoli, ma dallo smartphone sul lato sinistro sono tagliati, rendendoli di fatto illeggibili, volevo informarvi per verificare, poiché in questo periodo l’oscuramento di ogni pensiero contrario a quello dominante va per la maggiore, e pensare che sia frutto di un’acheraggio non è peccato, proverò nei prossimi giorni, buon lavoro

    • Francesco Storace 28 marzo 2020

      No, basta posizionare in orizzontale il telefonino

  • Ivana 26 marzo 2020

    Quindi quando qualcuno diceva chiudete tutto e poi aprite tutto e poi ancora chiudete tutto ve lo siete scordato? Quindi se tutto va male e’ colpa di Conte se va bene e’ merito della dx . Il parlamento chiuso ? Forse chi ha il 90% di assenteismo non conosce nemmeno la porta del parlamento

    • Francesco Storace 26 marzo 2020

      Ma basta…

  • aldo 26 marzo 2020

    condivido in pieno, caro Direttore.
    Questo losco individuo andrebbe processato per tutti i morti che ha fatto!

  • Giuseppe Forconi 26 marzo 2020

    Con l’attuale magistratura non porterete mai il conte alla sbarra, sapete perche’, non si chiama Berlusconi.
    Ad ogni modo sognare e’ bello, ma in Italia questo non succedera’ mai. Quello che invece succedera’ e’ che ci vendera’ alla Germania.
    Auguri.

  • Sandro Cecconi 25 marzo 2020

    Storace,

    era il 24 febbraio 2020, un mese fa esatto, quando l’Onorevole Maria Teresa Baldini, medico e chirurgo oncologico, entrò in Parlamento con la mascherina destando addirittura manifestazioni degli esponenti della maggioranza di questo governicchio lazzi e schiamazzi delinquenziali.

    Mi domando dove sono ora questi pagliacci.

    Personalmente non sono disposto a dimenticare un simile atteggiamento che definire imbarazzante sarebbe un’offesa all’intelligenza umana, ovviamente per coloro che ne sono forniti. Inoltre non riesco assolutamente a sopportare tutti quei suoi colleghi che si definiscono giornalisti quando continuano a sparare nel mucchio verso i parlamentari tutti e senza alcun distinguo perché il Parlamento è vuoto dimenticando volutamente e canagliescamente i vari interventi di Giorgia Meloni, c’è stato anche una richiesta alla Camera proprio di Giorgia Meloni – unica nel panorama dei partiti -, proprio per richiedere ufficialmente che il parlamento aveva il dovere di funzionare.

    Storace, mi spiace per lei, ma molti suo colleghi sarebbero davvero da prendere a calci sulle gengive per l’indecenza dei loro comportamenti professionali.

  • Laura52 25 marzo 2020

    Condivido pienamente quello che dice Zeffirino, ma con questa magistratura dubito che otterremmo qualcosa…

  • rino 25 marzo 2020

    Il virus, l’incompetenza e l’approssimazione hanno permesso al governo di durare bloccando l’Italia, ormai Conte è un dictator, ma, senza fargli fare la fine di Cesare, bisogna toglierlo dalla guida del governo perché inadeguato.
    La pandemia non finirà fra pochi giorni o pochi mesi e potrebbe ritornare, non si può chiudere un popolo in casa a tempo indeterminato. Non possiamo restare nel nostro comune e ebbandonare ad esempio le seconde case ereditate dai genitori che potremmo trovare occupate o con danni da risarcire per mancato controllo.
    Potremmo uscire tutti e vivere normalmente usando TUTTI la mascherina e tenedoci a 1 metro, perché se la mascherina chirurgica non protegge dall’entrata del virus, è dimostrato che ne impedisce l’uscita. Quindi la multa dovrebbe essere fatta solo a chi esce senza mascherina e non a chiunque esca di casa. Si fa l’indulto ma si condannano agli arresti domiciliari i cittadini onesti.

  • carmine 25 marzo 2020

    Condivido in pieno spero solo che dopo questo le cose cambino…….. ma stavolta sul serio.
    Un abbraccio alla nostra guerriera.

  • Luciano Galli 25 marzo 2020

    Dilettanti alla sbaraglio, ma sulla pelle e le tasche degli italiani.

  • Zeffirino 25 marzo 2020

    Mi auguro che vi sia la possibilità di poter trascinare in giudizio conte e tutta quella compagnia di miserabili per attentato alla sicurezza pubblica se vi è da contribuire con una raccolta fondi ci sarò

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