Acqua, Utilitalia: è sicura rispetto al Coronavirus, ma le reti perdono oltre il 40 per cento. Riuso in agricoltura

mercoledì 18 Marzo 18:28 - di Redazione

“L’acqua del rubinetto? Come hanno confermato recentemente l’Istituto Superiore di Sanità e il Ministero della Salute, è di ottima qualità. E assolutamente sicura rispetto ai rischi di trasmissione del Coronavirus”.

È Utilitalia, la Federazione delle imprese idriche, ambientali ed energetiche a fare il punto della situazione rispetto all’acqua per l’emergenza Coronavirus.

E, in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua del 22 marzo, presenta anche il manuale siccità. Chiedendo, poi, soprattutto investimenti. Perché, dice, “le perdite di rete sono superiori al 42 per cento”.

L’acqua, ricorda Utilitalia, ”è un bene da preservare. E, una volta finita l’emergenza, sarà necessario tornare a ragionare sulle azioni da mettere in campo per salvaguardarla. Anche perché ci stiamo lasciando alle spalle un inverno eccezionalmente siccitoso”.

Due gli obiettivi. Ci vogliono investimenti. E bisogna pensare al riuso in agricoltura.

“C’è ancora tanto da fare per il sistema idrico nazionale. Che soffre ancora della vetustà delle reti e degli impianti. Il 60 per cento delle infrastrutture è stato messo in posa oltre 30 anni fa”. Una “percentuale che sale” addirittura “al 70 per cento nei grandi centri urbani”.

Al momento il tasso nazionale di rinnovo della rete è di 3,8 metri per chilometro. Il che vuol dire che, al livello attuale di investimenti, occorrerebbero 250 anni per sostituire l’intera rete.

Una soluzione per compensare periodi siccitosi che dovrebbe diventare strutturale, è il riuso di acque depurate in agricoltura. Specialmente quando la sofferenza maggiore riguarda l’approvvigionamento da acque superficiali. Cioè fiumi, laghi, bacini, e sorgenti, esposte al caldo. E, in generale, ai cambiamenti climatici.

Ogni anno l’Europa “tratta” nei depuratori più di 40 miliardi di metri cubi di acque reflue. Ma ne vengono “riusati” soltanto 964 milioni. In Italia, il riuso, ogni anno, è solo del 2% delle acque reflue.

In attesa del recepimento della direttiva Ue il quadro normativo del riuso dell’acqua impone ancora restrizioni alla sua diffusione. E invece, dice Utilitalia, devono essere applicati all’acqua gli stessi principi dell’economia circolare. E ottenere così effetti virtuosi.

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