Terrremoto Medjugorje: le prime sette apparizioni sono vere e non sono demoniache

martedì 11 febbraio 16:29 - di Giorgia Castelli
Medjugorje

Svolta su Medjugorje. Le prime sette apparizioni avvenute a Medjugorje dal 24 giugno al 3 luglio 1981 sono vere.  Non c’è suggestione diabolica ma i messaggi della Madonna sono ritenuti banali e ripetitivi (anche se rispettosi della fede cattolica). Sono questi i punti chiave della relazione finale elaborata dalla Commissione su Medjugorje, si legge su ItaliaOggi,  presieduta dal cardinale Camillo Ruini e che, tra il 2010 e il 2014, ha lavorato sul fenomeno ormai quarantennale delle apparizioni nel paesino della Bosnia-Erzegovina.

Il documento su Medjugorje

Il documento, circa 30 pagine, è ancora ufficialmente segreto ma David Murgia ne ha anticipato in sintesi il contenuto sul suo blog Il segno di Giona (www.ilsegnodigiona.com). La relazione finale avrebbe dovuto essere resa pubblica nel 2016, poi il Papa ha avocato a sé il materiale. Per Murgia si tratta di «un vero capolavoro». «Una vera inchiesta che per metodologia e ricerca dovrebbe essere studiata e proposta come modello nelle università».

Ecco cosa scrivono i relatori

Il «fatto religioso di specifico interesse (…). Può essere riconosciuto in modo sufficiente e ragionevole, nelle prime sette apparizioni. (…) Avvenute dal 24 giugno al 3 luglio 1981». Lo scrivono i relatori guidati da Ruini. E ancora: «L’ipotesi di un’origine demoniaca (…) appare gratuita e infondata». A favore delle prime 7 apparizioni i 15 membri hanno votato quasi all’unanimità. Tredici a favore, uno contro e uno attendista.

Visto il grande numero di pellegrini, la commissione Ruini auspica: «Un ampliamento delle dimensioni della chiesa parrocchiale» insieme a quello dei confessionali (e verifica di identità e idoneità dei confessori).

La Commissione non ha potuto ordinare ai veggenti di rivelare i segreti, per cui essi e la Vita di Maria «non possono godere di alcuna approvazione ecclesiastica».

Roma dà le prime regole

In sostanza: questo documento mostra di essere sufficientemente prudente. Salva le prime apparizioni (quelle che la Diocesi di Mostar, dove ricade Medjugorje, ha sempre ritenuto fasulle), pone paletti ai veggenti (resta da vedere come e in che modo richiamarli all’obbedienza, non essendo loro religiosi a differenza, per esempio, di Suor Lucia che vide la Madonna a Fatima) e toglie loro la visibilità data da messaggi e segreti. Roma, dopo la presa di distanza di Papa Francesco, comincia a dare le prime regole.

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