Spallanzani, ecco chi sono le ricercatrici che hanno isolato il coronavirus

domenica 2 febbraio 19:34 - di Giorgia Castelli
spallanzani

Sono italiane le ricercatrici che, per prime, hanno isolato il coronavirus nei laboratori dell’ospedale Lazzaro Spallanzani di Roma. Si tratta della dottoressa Concetta Castilletti, 57 anni originaria di Ragusa, responsabile dell’Unità virus emergenti dell’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive capitolino e Francesca Colavita, ricercatice 30enne precararia ma con un curriculum già degno di nota. A capo del Laboratorio di Virologia dello Spallanzani c’è la dottoressa Maria Capobianchi, 67enne nata a Procida, laureata in scienze biologiche e specializzata in microbiologia, che ha dato un contributo fondamentale nell’allestimento e coordinamento della risposta di laboratorio alle emergenze infettivologiche in ambito nazionale.

«Abbiamo lavorato per cinque ore al giorno nel laboratorio ad alta protezione, usando tute, mascherine e precauzioni – spiega la biologa ragusana Concetta Castilletti – ci siamo coccolati il virus perché mica è semplice? Però, alla fine, ce l’abbiamo fatta. Venerdì alle 22.30 abbiamo avuto la certezza che era stato isolato», ha commentato  l’esperta.

Spallanzani, Capobianchi: «Ora possiamo avere il pieno controllo»

«Fino a ora erano disponibili i dati di sequenza del virus – ha detto Capobianchi – che avevano pubblicato i cinesi, che però non hanno fatto uscire il virus. Sicuramente lo hanno isolato, ma non lo hanno distribuito». Intervistata dal Fatto quotidiano video ha spiegato che «avere a disposizione il virus significa partire da una buona base». Per mettere a punto sistemi diagnostici, terapeutici e vaccini contro il coronavirus. Finora si disponeva di dati incompleti, «quindi la diagnostica messa a punto finora era una diagnostica messa a punto “in silico”. Ossia sulla base di dati teorici, sul “disegno” del genoma del virus. Hanno funzionato bene, come hanno dimostrato i controlli disegnati sempre in silico. Ma ora possiamo avere il vero controllo, cioè il virus».

Chi è la giovane ricercatrice

La giovane ricercatrice 30enne Francesca Colavita è nata a Campobasso. Ha già collaborato con la dottoressa Castilletti in Africa, ai tempi dell’Ebola e ha compiuto diverse missioni umanitarie in Sierra Leone. Sul sito dell’ospedale Spallanzani si scrive che ha un “Incarico di co.co.co. per l’espletamento di attività di ricerca nell’ambito del Progetto FILAS-RU-2014-1154” per un compenso di 16726 euro. Alle tre biologhe si aggiungono Fabrizio Carletti, esperto nel disegno dei nuovi test molecolari, e Antonino Di Caro che si occupa dei collegamenti sanitari internazionali.

Commenti

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  • Anna Maria Innocenzi 3 febbraio 2020

    Da sempre abbiamo vere “eccellenze” in ogni settore. Prendiamone atto, rialziamo la testa con orgoglio nazionale e riprendiamoci il rispetto che meritiamo! Grande ammirazione e stima per le nostre ricercatrici dello Spallanzani!!! 👍🏼❤🇮🇹

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