Scalfari trova il nome alle sardine: Giovane Italia. Ma quella sigla appartiene alla destra

domenica 2 Febbraio 10:54 - di Vittoria Belmonte

Eugenio Scalfari nel suo lungo editoriale domenicale su Repubblica torna a benedire le sardine. E racconta che per loro avrebbe preferito un altro nome. Un nome mazziniano. Giovane Italia. Magari per le giovani sardine allevate nei valori del buonismo progressista quel nome non rimanda a memorie particolari. Ma Scalfari dovrebbe invece ricordare bene che Giovane Italia è il nome dei giovani di destra negli anni Cinquanta del Novecento. L’associazione studentesca vicina al Msi nasce ufficialmente a Roma il 13 e il 14 novembre 1954 in occasione del I convegno nazionale degli studenti medi. Furono Giorgio Pisanò e Cesco Giulio Baghino a scegliere il nome allo scopo di far penetrare nelle scuole il messaggio dei giovani di destra.

Giovane Italia, Evola elaborò la Carta della Gioventù

Tra l’altro il primo documento ufficiale della Giovane Italia è la Carta della Gioventù elaborata dal filosofo Julius Evola: finalità dell’associazione era promuovere una concezione della vita spiritualistica opposta alla visione materialista del marxismo e dell’americanismo. Nel volgere di pochi anni la Giovane Italia divenne la più forte organizzazione studentesca superando per numero di iscritti anche la Federazione giovanile comunista.

Scalfari non ha mai sentito la canzone di Venditti?

Del resto, una popolare canzone del cantautore romano Antonello Venditti, Giulio Cesare, in un verso immortala nei ricordi studenteschi d’epoca l’attività dell’organizzazione di destra: “La Giovane Italia cantava eja eja alalà/davanti alla scuola gridavo ‘viva la libertà’ “. Tra l’altro non si capisce bene cosa possa legare le attuali sardine alle idee mazziniane. I pesciolini nati per contendere le piazze a Matteo Salvini sembrano semmai molto più vicini al pensiero liberal e cosmopolita della famiglia Benetton.

Dove si rintraccerebbero i principi del socialismo repubblicano di Mazzini in un movimento che non ha espresso tesi e proposte ma solo il canto scomposto di Bella Ciao? E dove l’anelito alla libertà del padre del nostro Risorgimento nelle elucubrazioni delle sardine che vogliono tappare la bocca sui social a chi non la pensa come loro? Lasciamo allora la Giovane Italia alle memorie della destra, cui appartiene di diritto, e le sardine al loro ruolo di comparse fiancheggiatrici di una sinistra agonizzante.

 

Commenti

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  • Luigi Corsi 3 Febbraio 2020

    Nessuno, dico NESSUNO si permetta di appropriarsi del nome “Giovane Italia”. Oltre all tradizione mazziniana, NOI, gli adolescenti e i giovani degli anni ’50 lo avevamo ricreato con – appunto – l’associazione “Giovane Italia”. Ne conservo ancora la tessera firmata da Gino Ragno. Noi, gli adolescenti e i giovani che andavano a dimostrare, prima per trieste Italiana e poi contro l’assassinio sovietico dell’Ungheria nel 1956.
    Non si permetta Scalfari, veterofascista e razzista, nemmeno di pronunciare il nome “Giovane Italia”. NOI eravamo la Giovane Italia della rinascita dopo la sconfitta. Lui era – ed è – da sempre e per quel minimo che gli resta da vivere, un voltagabbana e basta.

  • ardito 3 Febbraio 2020

    sfrontatezza immane, malafede perenne, demenza senile

  • maurizio pinna 2 Febbraio 2020

    Cosa aspettarsi da un personaggio che a suo tempo sostenne che il Presidente Segni era un pericoloso fascista golpista, per cui dovette dimettersi e poco dopo ne morì.
    Solo la smetta di dire eresie sui partiti, lui sa benissimo che la Costituente del 1946, sostanzialmente “comunista”, non prevedeva la destra storica perché non avrebbe potuto non essere fascista, peraltro su 556 membri eletti, i Repubblicani erano 23 e i Liberali 33, quasi tutti provenienti dalle file dei partigiani. I “partiti” che avevano fatto il Risorgimento erano ASSENTI!

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