Rita Pavone e le polemiche sul sovranismo: «Vi rispondo che amo l’Italia e le mie radici» (video)

venerdì 14 febbraio 18:36 - di Redazione
Rita Pavone

Tutte quelle polemiche sull’essere sovranista? Rita Pavone, a Verissimo, dà una spallata. E non da poco. «Non so cosa voglia dire essere sovranista ma… se significa amore per il mio Paese allora sì. Io amo l’Italia e le mie radici». Parole chiarissime, pronunciate nel salotto di Silvia Toffanin. Un modo elegante di rispondere alle tante (ridicole) polemiche che si sono scatenate sul suo conto. Come se amare l’Italia sia una colpa.

Rita Pavone è reduce dal Festival di Sanremo, dove ha interpretato Niente (Resilienza 74), un brano che sta raccogliendo molto successo. È stata l’unica artista in gara a ricevere la standing ovation dal pubblico dell’Ariston.  A Verissimo la cantante parla del dramma familiare che ha vissuto l’anno scorso quando ha perso suo fratello, al quale era molto legata. «Ho avuto delle batoste sul piano personale nell’ultimo anno che sono riuscita a superare. La morte di mio fratello minore. Per me è stato un dramma. Ho cercato di lottare contro una forma di stanchezza interiore. La musica mi ha tirato fuori da tutto».

«Ho trovato tante persone che mi vogliono bene e mi sono aggrappata a loro». Rita Pavone ha quindi ringraziato Amadeus: «Credevo di non essere stata scelta. Quando mi ha chiamata è stata un’emozione bellissima. Amadeus non ha tenuto conto della mia età, ma ha sentito la voce e l’energia. Gli sono profondamente grata».

Il ritorno di Rita Pavone al Festival è avvenuto dopo tanti anni. L’ultima volta si presentò con Amici mai, una canzone che non fu capita in Italia ma che ebbe enorme successo all’estero. Ora è la volta di Niente (Resilienza 74): «Niente – ha detto nelle scorse settimane – è quello che spesso accade intorno a noi. Il concetto della resilienza mi appartiene profondamente: resistere, prendere colpi, incassare, cadere, rialzarsi, tornare su. E se 74 sono i miei anni, il 1974 è l’anno di nascita dell’autore del brano, Giorgio Merk (figlio suo e di Teddy Reno). Musicalmente è un pezzo grintoso, non proprio rock ma pieno di energia, un po’ come la mia anima. Sono contenta di tornare con questo brano che mi sento cucito addosso».

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