Ricchiuti (FdI): «Professionisti e commercianti pugnalati da Pd-M5S. A rischio migliaia di attività»

giovedì 6 febbraio 18:44 - di Milena De Sanctis
Ricchiuti

Pd-M5S vessano i professionisti, la situazione è preoccupante: la denuncia di Lino Ricchiuti di Fratelli d’Italia. Le partite Iva sotto sott’attacco costretti a pagare tasse e balzelli vari. L’accanimento del fisco preoccupa il partito di Giorgia Meloni da sempre a fianco dei piccoli imprenditori. «Non è possibile continuare a imporre al ristoratore, alla pescheria, al negoziante, all’artigiano il pagamento delle tasse in base ai metri quadrati del proprio esercizio commerciale. Oppure in riferimento al numero dei dipendenti o addirittura sull’ammontare degli acquisti. Se poi non si tiene conto del reale andamento dell’attività commerciale. Tenendo conto degli effetti sia della crisi dei consumi e sia della concorrenza dell’e-commerce».

Ricchiuti sull’accertamento fiscale

Il viceresponsabile del dipartimento Attività produttive di FdI con delega alle Partite Iva spiega: «La conseguenza di tutto ciò è che se non si raggiunge il reddito che il fisco ha prefissato allora bisogna adeguarsi o, peggio ancora, dichiarare guadagni mai avuti. Cioè il falso. In caso contrario l’accertamento fiscale è garantito». Per Lino Ricchiuti è «una sorta di estorsione mascherata da mediazione». «Visto che il conseguente verbale – spiega l’esponente di Fratelli d’Italia – si trasforma in cartella esattoriale se non si ha liquidità per contestarlo. E considerando il costo dei ricorsi e il fatto che in ogni caso chi fa ricorso deve comunque pagare 1/3 della somma richiesta».

Tasse, sanzioni e interessi

Ricchiuti  poi prosegue: «Ecco che allora inizia il miracolo della moltiplicazione delle somme da pagare, tra sanzioni e interessi. Adesso gli ISA, gli Indici Sintetici di affidabilità, hanno sostituito gli studi di settore. Ma non hanno eliminato le conseguenze e gli effetti nefasti. Come una pugnalata alle spalle, mettendo a repentaglio la sopravvivenza di migliaia di attività già duramente provate da una crisi di cui ancora non si vede la via d’uscita».

 

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