Meloni: «Renzi bluffa, non staccherà la spina. Non farò io il sindaco, FdI ha tanti nomi»

lunedì 17 Febbraio 12:47 - di Elsa Corsini
Meloni

È solo un bluff. Giorgia Meloni non fa molto affidamento sul tira e molla di Matteo Renzi. Le continue minacce al governo e a Giuseppe Conte da parte dell’ex rottamatore «non sono un pericolo». In una lunga intervista al Tempo,  la leader di Fratelli d’Italia commenta il braccio di ferro tra i due delle ultime settimane.

«Le schermaglie di questi giorni sono ridicole. Renzi continua ad abbaiare alla luna ma l’impressione è che non avrà il coraggio di staccare la spina», dice la Meloni. Insomma, il leader di Italia Viva sta soltanto cercando di strappare qualcosa. Magari sulle nomine che deve fare il governo». La Meloni ribadisce che questo esecutivo ruota tutto attorno alle poltrone, «si tratta di un governo che si fonda sulla paura, e non ha altro».

Meloni: «Renzi bluffa, lo fa solo per le poltrone»

Il Conte bis – sottolinea ancora una volta la leader di FdI con il vento in poppa nei sondaggi –  non ha una visone comune su nulla. E per questo stiamo lavorando perché vadano a casa e perché l’Italia possa avere un esecutivo forte e coeso. Che faccia le scelte coraggiose delle quali questa nazione ha bisogno». Poi però mette le mani avanti su un possibile patto Renzi-Salvini. «Gli italiani sanno che votando noi non vedranno tradire quel voto. Costi quel che costi. Avevamo detto che non avremmo fatto accordi con Pd e 5Stelle e siamo stati gli unici a mantenere la parola». In questi giorni – conclude la Meloni – leggo surreali retroscena di una possibile intesa Renzi-Salvini per un governo Draghi dopo il Conte bis. Un’intesa che sarebbe destinata a saltare per la contrarietà di FdI». È fantapolitica. È uno scenario «che non esiste, è impensabile. Dopo i giallo-rossi c’è solo un’ipotesi: il voto».

Un voto che vedrebbe Fratelli d’Italia ampiamente sopra la quota del 10 per cento. «Abbiamo sempre saputo che c’era, c’è e ci sarà in Italia una destra profonda. Che non si ritrovava più nell’allora Pdl e che aveva bisogno di rappresentanza. E che c’era bisogno di un soggetto credibile e rinnovato. Che parlasse  a tutto il centrodestra. Lo abbiamo costruito nell’indifferenza e nella sottovalutazione generale», dice la Meloni. «“Ma dove andate? Non c’è spazio…vi schianterete… Non avete i poteri forti alle spalle”, ci dicevano. Oggi gli stessi commentatori sono costretti ad ammettere che siamo  una realtà imprescindibile nella politica italiana».

«Non mi ricandiderò a sindaco di Roma»

Quanto al dopo-Raggi la Meloni chiarisce che non farà il candidato sindaco. «FdI ha più di un nome di persone che potrebbero essere ottimi sindaci della Capitale. E abbiamo un radicamento storico in città che ci consente di sostenerli con forza. A tempo debito ne parleremo con gli alleati. Quanto a me, tutti conoscono il mio amore per Roma, ma candidarmi sindaco è una cosa che ho già fatto. E con il senno di poi penso che molti romani abbiano maturato il rimpianto di non aver avuto il centrodestra compatto nel 2016». In questi giorni – conclude la Meloni –  sarò in tutti i mercati del centro« anche per sostenere la candidatura alla Camera di Maurizio Leo nel collegio Roma 1, dove si vota in seguito alle dimissioni di Gentiloni».

 

Commenti

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  • Sandro Cecconi 17 Febbraio 2020

    Concordo su ogni singola parola. Pertanto tralasciando quanto afferma l’aspirante mandriano su ogni argomento, ritengo che Giorgia Meloni debba iniziare la campagna elettorale sia in Puglia che nelle marche con Acquarone insieme ai due esponenti di FdI scelti dalla stassa Presidente del partito..

    Salteranno i nervi a qualcuno? Non ce ne può importar di meno.

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