Feltri si schiera con Burioni: «Scienziato serio che usa l’ironia. Ma stolti e ignoranti non capiscono…»

giovedì 27 Febbraio 16:34 - di Milena Desanctis
Burioni

L’infettivologo Burioni è sulla bocca di tutti. Anche di Vittorio Feltri, che al virologo dedica un post su Twitter. Poche parole con cui il direttore si schiera al fianco dello studioso bersagliato da più parti: «Il professor Burioni – scrive il direttore di Libero – essendo uno scienziato serio, usa spesso l’ironia che purtroppo gli stolti e gli ignoranti non capiscono».

Burioni e la sua battaglia

Roberto Burioni, medico, professore di Microbiologia e Virologia all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, sin dal primo momento in cui è scoppiato il coronaviorus conduce la sua battaglia di sensibilizzazione sul virus. La sua linea è stata contestata da altri infettivologi. E in questi giorni c’è stato un botta e risposta a distanza con la direttrice del reparto di Micrologia e Bioemergenze dell’ospedale Sacco di Milano, Maria Rita Gismondo. Burioni, nel corso di una discussione poi rimossa, aveva definita la collega “la signora del Sacco”. Poi sono arrivate le scuse.  «Mi dispiace per la mia frase in cui ho definito la collega Gismondo del Sacco “signora”, è stata una frase sfortunata». Scuse alle quali la virologa ha così risposto: «Non è stato uno scontro. Alla gente non interessa. Dobbiamo tutti garantire dignità della scienza e dare risposte alla gente, il resto è noia».  Qualche giorno prima la dottoressa Gismondo aveva scritto un post su Fb: «A me sembra una follia. Si è scambiata un’infezione appena più seria di un’influenza per una pandemia letale. Non è così».

«Questo virus non è come un’influenza»

Per Burioni questo« virus non è come un’influenza: è un virus contagioso, che può essere pericoloso. Non è la peste nera, ma non è un’influenza. Va arrestato il contagio. E non è il momento delle polemiche: bisogna essere tutti uniti».

Già a gennaio aveva alzato il livello di attenzione. Ed era stato chiaro proponendo la quarantena per chiunque tornasse dalla Cina. Era subito scoppiata una polemica con la Regione Toscana dove erano da poco tornati 2500 cinesi dopo i festeggiamenti del capodanno. Il governatore Enrico Rossi aveva parlato di attacchi “fascioleghisti” e in malafede.

Burioni poi sul suo  blog Medicalfacts.it aveva pubblicato un video: «La notizia che non volevamo darvi è arrivata. Il nuovo coronavirus è in Italia e ci è arrivato esattamente nel modo in cui dagli inizi di gennaio vi avevamo detto sarebbe arrivato: un individuo proveniente dalla Cina che – praticamente asintomatico – ha infettato un italiano, che ha infettato altre persone».

 

Commenti

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  • Thor 27 Febbraio 2020

    Non è la peste nera, ma non è un’influenza
    Ah, non è un virus influenzale? Si sa bene che è di laboratorio perché è stato detto dal Governo cinese, ma in Italia si vuole negare… poi perché farne una tragedia se ammazza particolarmente le persone di una certa età o patologia?
    E degli 80.000 ricoveri fatti in Germania?
    Meditate…

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