Coronavirus, due nuovi casi in Italia. Positivi ai test, ricoverati negli ospedali di Cremona e Padova

sabato 22 Febbraio 9:15 - di Redazione
Cremona

Cresce l’allarme, aumentano i contagi. Individuati altri due nuovi casi di coronavirus in Italia. Uno a Cremona, uno a Dolo. Entrambi, a quanto si apprende, positivi ai test. Il primo è stato registrato all’Ospedale Civile di Cremona. Si tratterebbe di un paziente ricoverato da cinque giorni nel reparto di pneumologia. I vertici del nosocomio hanno tenuto una riunione d’emergenza terminata intorno all’1:30 di notte. Ma per ora mantengono il massimo riserbo.

Da Cremona a Dolo, i casi accertati

In Veneto l’altro caso. Precisamente a Dolo nel veneziano. Il Centro regionale di Padova ha confermato la positività. I campioni sono stati inviato all’Istituto superiore di sanità di Roma. Il 67nne di Dolo, positivo al test, è stato ricoverato nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Padova. Salgono così a 19 i casi coronavirus in Italia.

Cremona, tutte le scuole restano chiuse

«In accordo con la Prefettura di Cremona, in via cautelativa e preventiva rispetto alla diffusione del coronavirus sul nostro territorio, oggi le scuole di ogni ordine e grado della nostra città rimarranno chiuse». Lo ha annunciato il Comune di Cremona con una nota su Facebook. «Stiamo valutando anche la sospensione degli eventi sportivi e delle manifestazioni legate al Carnevale. Siamo in stretto contatto con le autorità sanitarie e ci adoperiamo al massimo per tutelare la salute dei cittadini», conclude la nota.

Il tam-tam delle indicazioni

Fondamentale evitare allarmismi Continuano ad arrivare direttive. «L’attenzione è e resterà molto alta anche nei prossimi giorni. Chiediamo a tutti di attenersi alle indicazioni. Si invitano le persone che risiedono dove sono stati accertati casi di Coronavirus a non spostarsi sul territorio». Restano valide le disposizioni di Ats e Regione Lombardia per chi ha sintomi influenzali o problemi respiratori. L’invito per chi ha bisogno di una diagnosi è di non recarsi al pronto soccorso, ma di rivolgersi al 112. Il numero verde 1500 è utile per approfondire informazioni e conoscere adeguati comportamenti preventivi diffusi dal Ministero.

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