“Conte stai sereno”. Renzi vota la fiducia ma prepara la polpetta avvelenata. E pensa a Draghi o Gualtieri

venerdì 14 Febbraio 14:51 - di Stefania Campitelli
Renzi

Matteo Renzi non molla la presa. E lo scrive chiaramente in un lungo post su Facebook, l’ultimo sulla prescrizione «Pd e 5Stelle hanno la stessa posizione sulla giustizia. Pur di fare un’alleanza strategica i dem rinunciano al garantismo. Noi invece no: noi non accetteremo mai il giustizialismo che è la forma peggiore di populismo».

Renzi all’attacco. Vota la fiducia ma…

E ancora: «La posizione del Lodo Conte è incostituzionale. Cercheremo di cambiarla in Parlamento prima che venga bocciata dalla Corte Costituzionale. Come già avvenuto in settimana alla legge Bonafede». E giù fendenti contro il premier. « Questa per noi è una battaglia culturale. Non molleremo di un solo centimetro. Il Pd ha scelto di seguire i grillini, noi abbiamo scelto di seguire le persone competenti».  

Ma il braccio di ferro ormai è tutto politico. Archiviata la prescrizione, Renzi gioca di anticipo. «Adesso che la posizione è chiara», scrive, « parliamo di tasse, di cantieri, di crisi aziendali. L’Italia rischia una crisi economica devastante. Il governo deve cambiare pass». Parole nette. Che confermano le grandi manovre renziane per disarcionare Conte. «Se il premier vuole cacciarci, faccia pure: è un suo diritto! E Conte è il massimo esperto nel cambiare maggioranze. Se invece vogliono noi, devono prendersi anche le nostre idee. Alleati, non sudditi». 

E per finire l’ultimatum. «Se hanno pronto un Conte Ter senza di noi, prego, si accomodino. Noi pensiamo all’Italia e teniamo alte le nostre battaglie. Buona giornata a tutti! Qui a Firenze c’è un sole bellissimo, sembra già Primavera».

La sfiducia a Bonafede pensando a Draghi

Ormai è un refrain collaudato. «Se vogliono cacciarci lo dicano», aveva detto Maria Elena Boschi a La Stampa qualche giorno fa. L’ex premier accusa Conte e il Pd di volere azzoppare Italia viva allevando un gruppo di “responsabili” al Senato. Con pezzi di Fi, Udc, ex M5s. Questa, almeno, è la versione dei renziani. Tanto che nell’entourage dell’ex premier si parla di una mozione di sfiducia contro Bonafede già a metà marzo. Con due ipotesi in testa: un governo guidato dal ministro dell’Economia Roberto Gualtieri o un esecutivo istituzionale presieduto da Mario Draghi.

«C’è un clima di grande incertezzapolitica mentre l’Italia è ultima per crescita in Europa. Lo scontro tra Renzi, che -come dice Conte- ormai fa al governo un’opposizione aggressiva e maleducata e il primo ministro, che – come dice Renzi – potrebbe persino voler “cambiare maggioranza”, è ormai arrivato all’arma bianca», commenta un preoccupato Enrico Rossi. «Come già altre volte, ma questa volta i toni sono davvero alti, può darsi che non cambi nulla e che il governo continui ancora con tensioni o conflitti. Oppure, ma è solo un’ipotesi e tutta da verificare con i numeri, potrebbe anche prospettarsi un governo quasi istituzionale. Certo sarebbe una grande sorpresa, ma non minore a quella che abbiamo provato quando Renzi prospettò l’alleanza con il M5stelle», scrive il governatore della Toscana.

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