Conte regala una speranza agli italiani: «Mi dimetto se Renzi sfiducia Bonafede»

venerdì 14 Febbraio 10:37 - di Lucio Meo

Lo scontro è divampato fino a tarda sera, quando il premier Conte s’è lasciato scappare, per la prima volta, l’ipotesi di una resa. «Semmai si dovesse arrivare a una mozione di sfiducia nei confronti del ministro Bonafede, ne trarrei le conseguenze…». E la mozione di sfiducia contro il ministro che ha firmato la riforma della prescrizione pare sia già scritta. Renzi la tirerà davvero fuori o la minaccia solo?

«Caro presidente, se vuoi aprire la crisi, apri la crisi». La frase, affidata ai social questa notte dal leader di Italia Viva, non lascia presagire niente di buono per il governo giallo-rosso. Soprattutto alla luce della diserzione dei ministri renziani dal Consiglio dei ministri che ieri sera ha esaminato anche il tema prescrizione.

Conte vacilla davvero

Con il Colle al momento solo spettatore, Renzi non fa giri di parole. «Oggi è capitato che il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, abbia attaccato in modo un po’ sguaiato Italia Viva. Ha detto parole dure, sinceramente fuori posto, senza senso. Quando uno nel calcio riceve un bel calcione da dietro, bisogna evitare un fallo di reazione. Noi non cascheremo nella trappola, non faremo falli di reazione. Il presidente del Consiglio è un lavoro difficile e usurante, in alcuni momenti può capitare di sbagliare le parole da utilizzare. Parliamo di politica, di questo ha bisogno l’Italia. Non di populisti che seguono i sondaggi, ma di politici che abbiano una visione». Parole, anzi, pietre quelli di Renzi.
Parole alle quali, ieri, Conte ha risposto con acrimonia. «Qui ci sarà sempre un atteggiamento aperto al dialogo e al confronto, e di umiltà nel confronto. È stato ieri, oggi e lo sarà domani. E’ chiaro che Iv deve chiarire, non a me ma al paese, devono chiarire cosa intendono fare nella consapevolezza che se vogliono far correre il governo non devono fare sgambetti e mettersi di traverso o ostacolare l’azione dell’esecutivo.
«Chi può capire meglio tutto ciò di un ex presidente del Consiglio -dice poi Conte riferendosi direttamente a Matteo Renzi- in passato si è lamentato del fuoco amico e di non volere la dittatura della minoranza, ora la responsabilità spetta a lui. Sono convinto che gli amici di Iv si potranno interrogare e chiarire».

La replica dei renziani

In serata, nuova replica di Matteo Renzi a Conte. Su Fb. «Finito adesso da Del Debbio, tranquillo e rilassato come sempre, più di sempre. E dire che oggi tanti mi insultano sulla prescrizione. Come mi insultavano sugli 80€, sui diritti civili, sull’Imu prima casa, sul canone in bolletta, sul superammortamento, sul dopo di noi. O più recentemente sul PIL azzerato dai populisti, sul bloccare l’aumento Iva o sul mandare a casa Salvini. Sono abituato: chi mi insulta non guarda la sostanza ma giudica sulla base di un pregiudizio. Di un’antipatia. Ma io rispondo con un sorriso grande».

I grillini pronti a dire “vaffa” a Renzi

Mancavano solo i grillini, in questa rissa a distanza. «La manifestazione di domani un ritorno al vaffa? Ogni tanto un vaffa va sempre bene. Non dal governo? Non ho detto la parola intera, quando uno è al governo la vien da dire poi si morde la lingua. Sa con Renzi quante volte ti viene istintivo…». Il viceministro dello Sviluppo economico Stefano Buffagni in un’intervista a Circo Massimo, su Radio Capital, stamane è stato chiaro. «Siccome c’è al revisione della delibera sui vitalizi il 20, chiediamo agli italiani di darci una mano a ricordare a chi sta nei palazzi che il mondo reale fuori vuole che i politici vengano trattati come i cittadini».

 

Commenti

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  • giovanni vuolo 15 Febbraio 2020

    Ma no, perché? Come faremo a superare tante emergenze senza l’avvocato del popolo ? Vedrete che, tra tante “ineludibili” emergenze, e tanti aggiustamenti pastrocchiati , Conte troverà il modo di continuare ad imporre la propria fetida presenza al popolo italiano ; certo, quando c’è da sacrificarsi in nome di una superiore necessità, lui non si tirerà indietro : anche a costo di attaccare Zingaretti o qualche altro scomodo socio dell’attuale maggioranza. Questo è lo stile ( e l’etica).

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