Jessica Notaro contro Junior Cally: lui porta la maschera per idolatrare la violenza. Io per nasconderla

mercoledì 5 febbraio 17:09 - di Chiara Volpi
Junior Cally foto Ansa

Stasera tocca a lui, a Junior Cally. Al rapper delle polemiche. Colui che “mai con Salvini” e ultrà delle sardine. E a Sanremo va in scena la schizofrenia festivaliera. Già, perché appena ieri, nella serata inaugurale, tutti hanno avuto modo di apprezzare il monologo accorato di Rula Jebreal contro femminicidi e stupro. Oggi, invece, nella seconda tornata della kermesse, sul palco salirà l’artista salito alla ribalta delle cronache per i suoi testi virulenti contro le donne. Colpo di spugna o colpo basso sferrato in nome dell’Auditel? Decisamente un colpo basso per Jessica Notaro, ospite ieri sera all’Ariston, che nell’incontro con la stampa ha duramente sanzionato la presenza del rapper al Festival. E a proposito di schizofrenia dello spettacolo, ha dichiarato: «Io e Junior Cally una cosa in comune l’abbiamo. La maschera. Lui per idolatrare la violenza e fare show, io per difendermi dalla violenza subita».

Dopo le polemiche, stasera è la volta di Junior Cally

Certo, l’aver scomodato una fazione bipartisan di parlamentari che contro Junior Cally hanno scritto e denunciato. Dopo la levata di scudi della politica che, specie con Matteo Salvini, ha ingaggiato contro il rapper una vera e propria crociata contro la violenza verbale e il cattivo gusto di certe produzioni musicali, presentare in calendario il rapper delle polemiche catalizzerà l’attenzione degli spettatori. Non fosse altro per la curiosità scatenata dalle polemiche e dai botta e risposta dei giorni scorsi. Ma davvero gioverà al festival, alla sua tradizione, al suo blasone, la partecipazione di Junior Cally che i più sembrano non condividere?

Anche il sindacato di polizia contro il rapper

Oltretutto, è di poco fa l’annuncio del segretario generale del sindacato autonomo di Polizia, Fabio Conestà che, in difesa di legalità e opportunità, ha chiesto ufficialmente che «Junior Cally non venga invitato sul palco dell’Ariston» dato che, «oltre ad offendere le donne nelle sue litanie da metanfitemina, manda letteralmente a f….ulo poliziotti e polizia di Stato». «La Rai, servizio pubblico pagato dai cittadini, tutti, compresi i poliziotti che quella specie di canterino offende nei suoi brani, sarà responsabile dell’esibizione di questo soggetto» prosegue e conclude la nota del sindacato di polizia, sollevando nuovamente il velo sul casus belli in oggetto.

Buon gusto e recriminazioni sacrificate sull’altare dell’audience?

Quello che vede al centro il rapper “anti”. Anti-Salvini. Anti-buon gusto. Anti-divieti. Anti tutti coloro i quali si sono espressi contro la sua partecipazione al Festival. Che ne hanno chiesto espressamente l’espulsione. Invano. Non resta ache attenderci anche la santificazione della critica “di parte”, allora, e ogni contrarietà. Così come ogni denuncia e ogni richiesta, potranno essere deleggittimate in nome della libertà artistica. E dell’audience.

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