Al Vittoriale la cerimonia per Riccardo Gigante. L’emozione di Gasparri (video)

sabato 15 Febbraio 19:06 - di Redazione

Dopo 75 anni finalmente il senatore Riccardo Gigante, Sindaco di Fiume, raggiunge il Vittoriale degli Italiani per riposare vicino al grande Gabriele d’Annunzio, come lo stesso Vate aveva voluto.
“Sono orgoglioso – commenta Maurizio Gasparri su Fb – di aver dato il mio contributo affinché i resti di Gigante, barbaramente ucciso dai comunisti slavi di Tito e gettato in una fossa comune nel 1945, fossero riconosciuti e si ricordassero oggi, con la tumulazione nell’arca a lui riservata, l’impresa fiumana e il massacro degli italiani sul confine orientale”.
“Abbiamo attuato – aggiunge il senatore forzista – la volontà di D’Annunzio insieme agli esuli fiumani e al Presidente del Vittoriale Giordano Bruno Guerri.
Siamo stati tutti insieme custodi della Patria”.

 

La cerimonia ha avuto luogo oggi, nel contesto delle celebrazioni del Giorno del Ricordo, dedicato all’esodo della popolazione italiana dalle terre adriatiche, seguito alla fine della Seconda Guerra Mondiale. Saranno presenti il presidente della Fondazione Il Vittoriale degli Italiani, Giordano Bruno Guerri, il senatore Maurizio Gasparri, Dino Gigante, un rappresentante del Commissariato Generale per le Onoranze ai Caduti, i vertici della Società di Studi Fiumani e le autorità civili, militari e religiose.

Chi era Riccardo Gigante

Il senatore forzista, che aveva annunicato gli esiti del dna, svolti dai reparti dell’Arma nel luglio del 2019, ha commentato Gasparri, «ha un grande valore morale. Che certamente le associazioni degli esuli e i familiari del senatore Gigante hanno accolto, come me, con grande commozione». «Questo vuol dire onorare i caduti e le memorie della Patria, che non possono essere mai cancellate». specie in un momento come questo che, come ha concluso Gasparri, «è un momento di ricomposizione della memoria della Nazione che avviene nella settimana in cui si celebra il Giorno del Ricordo».

La cerimonia ha previsto anche un momento religioso, con la benedizione dei resti di Gigante. Che «fu una vittima perché era stato sindaco di Fiume per 25 anni», ha aggiunto Guerri. Anzi lo era ancora al momento del suo assassinio. Come ogni bravo capitano della nave si rifiutò di fuggire sapendo benissimo cosa l’aspettava. E infatti scomparve il giorno stesso in cui le truppe di Tito arrivarono a Fiume».

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